Navigation

Cappuccetto a pois

Contenuto esterno

Il lupo invisibile

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 marzo 2014 - 11:01

"C'era una volta… una bambina chiamata Cappuccetto Rosso, così svagata e distratta che scambiò un lupo per la sua nonnina, così che il lupo se la mangiò in un boccone. Questo è ciò che "c'era una volta", tanto tempo fa. Ma oggi, come si svolgerebbe la storiella che faceva spalancare gli occhi nella nostra infanzia?"

Così veniva presentata, nel 1969, la serie "Cappuccetto a pois": un'antifiaba, nata per divertire e per prendersi gioco della fiaba originale. Per divertire con un linguaggio senza eccessi di perbenismo, di vezzeggiativi e di diminutivi, di cui spesso abbondano le fiabe. Nel segno di quei tempi, voleva denunciare, sorridendo, le ipocrisie celate nei racconti per l'infanzia. "Cappuccetto a pois" nasconde sotto il divertimento un'indiretta funzione educativa, per liberare i bambini dalle paure infantili e, sempre attraverso il divertimento, vedere una bambina moderna e coraggiosa vincere il Lupone. Pensando però anche all'adulto, al quale certo non sarà sfuggita allora l'ingenua ironia dell'antistoria di Cappuccetto Rosso.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.