Buchette del vino Firenze ritrova un'antica usanza

Di Enrico Marra
due persone sedute a un tavolo di un bar

Di buchette del vino a Firenze ne sono state censite circa 150.

tvsvizzera

Durante il recente confinamento, alcuni esercenti fiorentini hanno riportato in auge una vecchia tradizione: lo smercio di vini e vivande attraverso le buchette che si trovano sui muri di molti palazzi antichi.

Complice la pandemia a Firenze torna a diffondersi un'antica usanza e la città riscopre alcuni connotati architettonici che, ignorati, si stavano dissolvendo. Tracce di una consuetudine ricordata solo da pochi amatori e qualche guida turistica, le ‘buchette del vino’ sono piccole finestrelle che si trovano sui muri dei palazzi antichi da cui si vendeva il vino già dal ‘300. Nel 1630, durante gli anni della peste bubbonica, queste buchette erano molto diffuse e permisero alla città di evitare i contagi. I soldi per l’acquisto delle vivande venivano scambiati su palette di metallo e si sterilizzavano nell’aceto.

Per le stesse esigenze, durante il recente lockdown, qualche esercente fiorentino ha avuto la brillante idea di ripristinarne l’uso ma la vera novità è arrivata subito dopo, alla riapertura delle attività di ristorazione, quando alcune attività hanno riscoperto il vero senso delle buchette del vino, quello promozionale.

All'origine un modo per evitare i dazi

È stata proprio una trovata di marketing a far diffondere le ‘buchette del vino’ a Firenze nel Rinascimento. I nobili fiorentini portavano nei palazzi in città il vino prodotto nei loro possedimenti e lo vendevano al dettaglio evitando i dazi all'importazione. Allo stesso modo oggi alcuni ristoratori stanno sperimentando promozioni ad hoc, con menù dedicati ai cibi da asporto attraverso le buchette. C’è anche chi sperimenta ‘l’aperitivo della tradizione’, passando i calici di vino dalle finestrelle ad avventori e turisti.

Con lo stesso spirito con cui si affermarono all’origine, a distanza di secoli è iniziata una corsa al ripristino delle ‘buchette del vino’ che nel frattempo in molti casi sono state murate o destinate ai più disparati e spesso infruttuosi utilizzi. Rimpiazzando cassette della posta oppure pensate dai negozianti come micro vetrine per esporre piccoli oggetti. Nei casi peggiori sono state abbandonate per venir usate come pattumiere dai passanti che vi poggiano bottiglie vuote e cartacce.

Proprio per evitare che la tradizione venisse sfregiata o distrutta, l’associazione culturale Buchette del vino, da qualche anno si adopera per tutelarle e a valorizzarle da un punto di vista storico e artistico. Anche perché alcune buchette sono finemente decorate. L’associazione ha iniziato a censire le ‘buchette del vino’ scoprendone per ora 150 solo nella città storica. Ad ogni buchetta ritrovata è stata apposta una targhetta e tutte sono state riportate su una mappa per orientare chi è interessato a riscoprire l’antica tradizione ma anche per chi vuole allo stesso tempo scoprire percorsi enogastronomici alternativi.


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