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Bombe sulla più grande centrale atomica in Europa

Fiamme nell'impianto nucleare di Zaporizhzhia. Zaporizhzhia Nuclear Power Plant

Fiamme ed esplosioni nell'impianto ucraino di Zaporizhzhia - passato sotto il controllo dei militari russi dopo una notte di accesi combattimenti - hanno fatto tenere con il fiato sospeso l'Europa. Le bombe non hanno però colpito i reattori.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2022 - 13:35
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Lo spettro di Chernobyl sembra per il momento scongiurato ma la guerra non risparmia siti sensibili presenti sul territorio ucraino, interessato dall'ampia offensiva di Mosca scattata poco più di una settimana fa.

Intorno all'una sono comparse su Telegram le prime immagini che mostravano lampi di esplosioni intorno al complesso. Due persone sono rimaste ferite, ha affermato il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, in seguito all'attacco russo ma l'incendio che ne è derivato è stato domato.

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I feriti non sono tecnici addetti alla centrale ma fanno parte del personale della sicurezza. Non c'è stato rilascio di materiale radioattivo, ha riferito l'Aiea, sottolineando che "tutti e sei i sistemi di sicurezza non sono stati colpiti". Di tutte le unità, una sola sta operando al 60% delle sue capacità.

La più grande centrale europea

La centrale nucleare di Zaporizhzhia colpita dall'attacco russo si trova nel Sud dell'Ucraina, a Energodar: è la più grande in Europa e fra le dieci più grandi del mondo. Di proprietà dell'azienda nazionale ucraina Energoatom, che gestisce la produzione di energia nucleare nel Paese, è una delle quattro centrali nucleari attive nel Paese. La sua produzione è in grado di raggiungere 42 miliardi di kWh di elettricità, pari a circa il 40% dell'elettricità generata complessivamente da tutte le centrali nucleari ucraine e a un quinto della produzione annuale di elettricità in Ucraina.

Operativa dal 1984, la centrale occupa un'area di 104,7 ettari sulle rive del bacino idrico di Kakhovka, nella steppa, vicino alla centrale termoelettrica di Zaporozhe. E' composta da sei reattori ad acqua pressurizzata costruiti nel periodo compreso fra il 1984 e il 1995, con una capacità elettrica lorda di 1.000 MegaWatt ciascuna (VVER-1000), progettati per una vita operativa di 30 anni. Fra il 2019 e il 2021 quattro dei sei reattori hanno subito un fermo programmato dell'attività per consentire il passaggio al nuovo fornitore del combustibile nucleare, l'azienda americana Westinghouse.

La prima unità a essere stata modificata, nel 2019, è stata la 5, seguita nel 2021 dalle unità 1, 3 e 4. L'unità 5 della centrale nucleare è stata ricollegata allo United Power System dell'Ucraina a seguito di un'interruzione programmata nel 2019. Allo stesso modo, le unità 1, 3 e 4 sono state ricollegate alla rete a seguito di interruzioni programmate nel 2021.

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L'attacco a Zaporizhzhia ha causato forte allarme nel mondo intero durante. Kiev, l'Aiea e il presidente americano Joe Biden, tra gli altri, hanno chiesto a Mosca di sospendere le operazioni militari intorno alla centrale mentre il premier britannico Boris Johnson ha detto di voler convocare d'urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Venerdì sono già in calendario le riunioni straordinarie dei ministri degli Esteri di Nato, G7 e Ue sull'Ucraina (cui assisterà anche il segretario di Stato americano Blinken).

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Continua l'offensiva di Mosca

Intanto sul campo c'è da registrare l'entrata delle truppe russe nella città portuale ucraina di Mykolayiv, sul Mar Nero, a metà strada tra Kherson, caduta nei giorni scorsi, e Odessa.

Prosegue l'accerchiamento di Kiev verso cui si sta dirigendo una lunga colonna di mezzi militari e soldati di Mosca. Secondo fonti militari ucraine le truppe russe sono state "bloccate e fermate nell'area di Makarov", che si trova a circa 60 km dalla capitale dalla controffensiva dei difensori. Inoltre le forze russe si starebbero preparando allo sbarco sulla costa del Mar Nero, mentre la città strategica di Mariupol, tra Crimea e Donbass si starebbe difendendo strenuamente ma la situazione potrebbe precipitare da un momento all'altro per le milizie ucraine.

Giovedì il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che la guerra in Ucraina "sta andando secondo i piani", nonostante le valutazioni contrarie di altri Paesi.

Giro di vite della Russia sui media indipendenti

Intanto a Mosca il Parlamento ha approvato una modifica del Codice penale, per contenere la diffusione di "fake news" sulle operazioni dell'esercito russo. La nuova legge, approvata dalla Duma all'unanimità, introduce la responsabilità criminale per la diffusione di false informazioni sulle forze armate russe e prevede, in base alla gravità del reato, multe e anche pene di prigione (si rischiano fino a 15 anni di carcere). Nel frattempo il governo russo ha ristretto l'accesso a numerosi media indipendenti, tra cui la Bbc.

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