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Elisabetta Ballarin lascia il carcere

Il tribunale di sorveglianza di Brescia ha concesso l’affidamento in prova a Elisabetta Ballarin, coinvolta nel 2004 nell’omicidio di Mariangela Pezzotta, una delle vittime del gruppo delle Bestie di Satana. Nel 2015 il settimanale della RSI Falò aveva incontrato in carcere la giovane.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 maggio 2017 - 10:49
tvsvizzera.it/mar

Elisabetta Ballarin non faceva parte del gruppo e non era al corrente degli altri tre omicidi commessi dalle cosiddette Bestie di Satana. Era però stata testimone dell’assassinio di Mariangela Pezzotta nel gennaio del 2004. La giovane, all’epoca dei fatti appena 18enne, aveva poi cercato di coprire l’autore del delitto, il fidanzato Andrea Volpe. Un comportamento che le era valso una condanna a 22 anni di carcere.

In carcere la ragazza è riuscita a rifarsi una vita, conseguendo due anni fa una laurea in grafica e comunicazione all’Università di Brescia.

Da qualche anno la donna era in regime di semi-libertà e ora il tribunale di sorveglianza di Brescia le ha concesso l’affidamento in prova. In altre parole, Elisabetta Ballarin non dovrà più tornare in carcere la notte.

Il settimanale di approfondimento della Radiotelevisione svizzera Falò aveva incontrato la giovane nel 2015. “Non avrei mai pensato di vedere morire una persona – afferma Elisabetta Ballarin. Davanti a una situazione del genere ho agito nella peggiore maniera in cui avrei potuto agire: ho cercato di difendere, di aiutare a restare pulita una persona che in realtà avrei dovuto denunciare. È questo il peso che mi porto dentro”.


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