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Berna apre alla vaccinazione per frontalieri e svizzeri all'estero

Per i frontalieri la vaccinazione sarà gratuita, mentre per gli svizzeri all'estero non è ancora sicuro. Keystone / Herbert Neubauer

I cittadini elvetici che vivono all'estero e i frontalieri dovrebbero potersi vaccinare in Svizzera, anche se non hanno l'assicurazione malattie obbligatoria. È la proposta del Governo federale, che soddisfa anche l'Organizzazione degli svizzeri all'estero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 agosto 2021 - 15:10

In Svizzera non vi sono attualmente problemi di approvvigionamento di vaccini e visto che la campagna si trova in una fase di relativa stagnazione, vi sono dosi a sufficienza per tutti.

Per questa ragione, il Consiglio federale "ritiene che l'accesso alla vaccinazione debba essere esteso ad altre persone che hanno uno stretto legame con il nostro Paese".

Decisione tra una settimana

Il progetto di modifica dell'ordinanza sulle epidemie è stato posto in consultazione nei Cantoni e tra le parti sociali.

Il Governo prenderà la decisione definitiva il 25 agosto 2021.

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Vaccinazione sì, ma in Svizzera

Il progetto di modifica dell'ordinanza sulle epidemie prevede la possibilità per gli svizzeri all'estero e i membri del loro nucleo famigliare di potersi fare vaccinare anche se non hanno sottoscritto l'assicurazione malattie obbligatoria (che copre le cure nella Confederazione).

Molti svizzeri all'estero sono confrontati con un doppio problema. In alcuni Paesi in cui vivono la campagna vaccinale procede a stenti ed è difficile accedere al vaccino, anche perché a volte la priorità è data ai nazionali. Oppure, anche se riescono a farsi vaccinare, il preparato non è tra quelli omologati in Svizzera e se rientrano in patria non possono avere un certificato Covid.

La proposta presentata dal Consiglio federale prevede però che la somministrazione del vaccino avvenga in Svizzera. Il Governo, infatti, non si è spinto così in là come chiedeva l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE). In una lettera al presidente della Confederazione Guy Parmelin, l'OSE aveva infatti domandato di organizzare una campagna vaccinale nelle rappresentanze diplomatiche. Troppo complicato da un punto di vista logistico e per legge gli espatriati si assumono il rischio derivante dal fatto che le cure mediche non sono garantite allo stesso modo ovunque nel mondo, avevano in sostanza risposto a più riprese le autorità federali.

OSE soddisfatta

L'OSE si dice comunque soddisfatta della decisione del Consiglio federale, che "esaudisce il forte bisogno espresso dagli svizzeri all'estero", commenta Arianne Rustichelli, direttrice dell'OSE.

Il progetto del Governo - prosegue Arianne Rustichelli - "è in linea con una risoluzione che l'OSE stava preparando. La presenteremo comunque, dato che la questione dei passaporti vaccinali non è ancora stata risolta".

Infine, per quanto concerne il costo della vaccinazione per gli elvetici all'estero, il Consiglio federale ha presentato due opzioni: la prima prevede che sia la Confederazione a coprire le spese, la seconda che queste siano a carico degli espatriati.

Gratuita per i frontalieri

Per quanto concerne i frontalieri, finora la possibilità di farsi vaccinare in Svizzera era riservata solo a chi lavora in strutture sanitarie o a chi ha un'assicurazione malattie obbligatoria.

Ora il Governo intende estendere questa possibilità a tutti i lavoratori frontalieri.

Il progetto prevede che i costi siano assunti dalla Confederazione in quanto i frontalieri "trovandosi regolarmente in Svizzera possono influenzare l'andamento della pandemia".

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