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Berlinale, Fuocoammare unico film italiano in concorso

Diretto da Rosi, il documentario racconta la drammatica situazione dell'isola di Lampedusa confrontata con l’arrivo di migliaia di migranti

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 febbraio 2016 - 20:56

La Berlinale torna a parlare italiano nella sua 66esima edizione, in programma dall'11 al 21 febbraio. Fuocoammare, il nuovo film documentario del Leone d'Oro Gianfranco Rosi, sarà presentato in concorso. La pellicola è stata girata a Lampedusa, sul confine più simbolico d'Europa e racconta i destini incrociati dei lampedusani, che sull'isola ci vivono da sempre, e dei migranti, che ci arrivano per poi proseguire altrove.

Magari proprio in quella Germania che con la sua principale mostra del cinema prova a mettere un altro tassello nel complesso e delicato puzzle dell'immigrazione. "I temi legati ai profughi non sono per noi nuovi, ma si rifletteranno certamente in questa edizione", aveva annunciato il direttore della Berlinale Dieter Kosslick qualche giorno fa in un'intervista sulla Bild, proprio nei giorni in cui la questione migranti si intrecciava con le notizie di cronaca nera del Capodanno di Colonia.

L'apertura sarà affidata al film dei fratelli Coen Ave, Cesare!, in gara saranno anche il portoghese "Letters from War" di Ivo M. Ferreira, la coproduzione di Singapore e Filippine "A Lullaby to the Sorrowful Mystery", il francese "L'avenir" con Isabelle Huppert, "Morte a Sarajevo" di Danis Tanović autore anche di "No Man's Land", lo scandinavo "Kollektivet" del regista Thomas Vinterberg, l'iraniano "A Dragon arrives!" del regista Mani Haghighi.

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