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Filippine, il pugno duro di Duterte contro Isis

Nei combattimenti di Marawi l'esercito filippino sta impiegando contro gli estremisti affiliati all'Isis anche bombardamenti aerei, mentre da alcuni edifici della città di 200 mila abitanti sono spuntate bandiere bianche sventolate da civili.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 maggio 2017 - 12:43
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Con il bilancio ufficiale delle vittime fermo a 44 da venerdì mattina (ma probabilmente già aumentato sul campo), gli scontri proseguono senza sosta tra le truppe di Manila e un centinaio di militanti armati appartenenti ai gruppi Maute e Abu Sayyaf, entrambi affiliati all'Isis. 

A destare preoccupazioni sono però anche i metodi adottati dal presidente Duterte.

Un portavoce dell'esercito ha annunciato che le operazioni andranno avanti "fino a che la città sarà ripulita" dai combattenti che da martedì pongono assedio a Marawi, in seguito al blitz fallito delle forze di sicurezza per catturare uno dei loro comandanti. Nonostante migliaia di residenti abbiano lasciato la città, in molti sono rimasti nelle proprie case.

Rodrigo Duterte nel frattempo ha imposto la legge marziale per 60 giorni a tutta l'isola e chiesto all'esercito di liquidare i gruppi islamisti.

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