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Attraversare l'Asia in sella alla Vespa

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Fabio Cofferati aveva un sogno: raggiungere i Giochi olimpici di Tokyo 2021, partendo da Milano, a bordo della sua due ruote. Le misure anti Covid gli hanno giocato contro, ma...

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 agosto 2021 - 09:00
Chiara Bruschi, RSI News

Dodicimila chilometri in due mesi, tutti percorsi in sella alla sua Vespa 150 del 1963, lo stesso modello usato da chi lo ha ispirato, Roberto Patrignani, che nel 1964 lo guidò da Milano a Tokyo per le Olimpiadi di quell’anno. 

“Sto bene, sono un po’ affaticato perché dopo tutti questi chilometri mi fanno male il sedere, i polsi gli avambracci, il collo, ma sono dolorini sopportabili”, ci ha raccontato Fabio Cofferati. Quando ci colleghiamo si trova alla fine del suo viaggio, sulla costa pacifica dell’Asia. Originario di Villanova sull’Arda in provincia di Piacenza, ha iniziato a pianificare Milano-Tokyo quattro anni fa. Poi la pandemia gli ha messo i bastoni tra le ruote. Lo scorso anno ha dovuto cancellare il viaggio, ma questa volta ha deciso di partire comunque, sperando che durante l’estate la situazione visti in Russia e Giappone gli permettesse di proseguire. “Entrare in Russia sembrava impossibile - ci racconta – La Russia aveva fissato la data del 15 giugno dopo la quale si sarebbe sbloccatala la situazione Covid, ma io sono partito il 12 e il 17 hanno comunicato che non si sarebbe sbloccato nulla. Ho puntato comunque verso le Repubbliche baltiche, ma ero certo di non poter entrare. Poi un amico mi ha ceduto uno dei visti creati per vedere le partite dell’europeo. Una grande soddisfazione”. Niente da fare invece per il Giappone, che ha potuto vedere da molto vicino, dall’isola di Sachalin, distante 45 chilometri.

E dopo Capo Nord nel 2016 con una Vespa del ’54, la Brennero-Marsala in 24 ore nel 2014 e il viaggio in sidecar in Bretagna Irlanda e Inghilterra nel 2012, Fabio è pronto per un’altra avventura. Sta già pensando alla Milano-Copenaghen in 24 ore.

L’incredibile impresa diventerà un libro i cui proventi andranno alla Fondazione Isal, che finanzia la ricerca contro il dolore cronico. 


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