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Esumato il corpo di Dalì, "intatti i baffi"

Il corpo mummificato di salvador Dalì è stato esumato per permettere il confronto tra il DNA dell’artista surrealista e quello di una donna che dichiara di essere sua figlia naturale. Se venisse confermato, avrebbe diritto al 25% dell’eredità del pittore. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2017 - 21:00
tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 21.07.2017)
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A 28 anni dalla morte, i celebri baffi di Salvador Dalì sono intatti e, dopo che è stato imbalsamato, anche il resto del corpo resta in notevole stato di conservazione.

Lo ha raccontato il medico legale Narcis Bardalet dopo l'esumazione questa notte del maestro del surrealismo.

"I baffi indicano sempre le ore 10 e 10 come desiderava lui. E' un miracolo", ha rivelato Bardalet, che nel 1989 aveva imbalsamato Dalì, alla radio catalana RAC1. "I suoi baffi sopravviveranno nei secoli", ha aggiunto. 

I medici legali incaricati di prelevare campioni di tessuti del cadavere del pittore poco prima della mezzanotte hanno estratto dal corpo unghie, capelli e due ossa. Saranno inviati all' Istituto Tossicologico Nazionale di Madrid per il sequenziamento del DNA e per il confronto con quello di Pilar Abel, 61 anni, donna che afferma di essere sua figlia naturale. 

Dopo gli esami la tomba sarà riaperta per "ricomporre il cadavere nella sua intergrità", ha indicato la Fondazione Gala-Dalì. Ai pochi presenti alla esumazione, fra cui Bardalet, è stato chiesto di consegnare i cellulari per evitare foto del corpo del pittore.

Se sarà riconosciuta la paternità di Dalì, Abel avrà diritto al 25% della eredità del maestro, che prima della morte, non avendo figli, aveva lasciato tutto allo stato spagnolo designando la Fondazione Gala-Dali quale amministratore. Se invece il confronto dei DNA sarà negativo la Fondazione ha già reso noto che chiederà a Abel di pagare danni e spese provocati dalla sua richiesta in paternità e in particolare dall'esumazione.


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