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Aiuto, sono tornati i Pokemon

A Milano un’agenzia di pubblicità ha organizzato una giornata per scoprire chi sono e cosa fanno i cacciatori di Pokemon Go. Tra ironia reale e virtuale

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2016 - 14:44

I Pokemon son tornati e 151 creature fantastiche si aggirano per il pianeta. La caccia virtuale ai mostriciattoli Nintendo sta coinvolgendo milioni di persone che con il naso incollato allo smartphone si muovono strategicamente tra spazio materiale e spazio virtuale alla ricerca di esseri dai nomi nippo-borgesiani, come Pikachu e Mew Two.

Risultato, una inedita irruzione della finzione ludica nella vita quotidiana. Un vero e proprio cortocircuito tra il reale e il digitale che ha coinvolto il popolo dei giocherelloni e lo ha lanciato sulle piste di Pokémon Go. Sembrano tutti tanti rabdomanti 2.0 in cerca di nuove sorgenti di divertimento collettivo.

Naturalmente anche in questo caso i giudizi sono opposti, c'è chi parla di idiozia collettiva e generazionale, e chi invece di una grande novità ludica, di un passo in avanti dei videogiochi, visto che qui si tratta di street gamers, che vagano per strada e quindi escono dall'isolamento virtuale.

Ma chi ha ragione? E come si sviluppa il gioco? A Milano un'agenzia di pubblicità (Le Balene) ha organizzato una giornata per scoprire chi sono e cosa fanno I cacciatori di Pokemon Go… tra ironia reale e virtuale.

Claudio Moschin

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