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Affondo di Berlusconi a Zelensky, maggioranza in fibrillazione

È tornato! Keystone / Matteo Corner

Alla vigilia delle consultazioni per il nuovo governo in Italia il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi attacca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Giorgia Meloni: “Chi non condivide l’atlantismo è fuori dal governo”.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2022 - 21:29
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Nel secondo audio registrato alla riunione con i deputati forzisti agita la maggioranza di destra in un passaggio cruciale per la formazione dell’esecutivo, su cui sono noti i dissapori in merito ai possibili nomi dei ministri.

Oltre a parlare della sua amicizia con il presidente russo Vladimir Putin, l'ex premier critica violentemente il presidente ucraino, accusandolo di aver triplicato gli attacchi al Donbass.

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Carlo Calenda, segretario del Partito Azione, e Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, esplicitamente ritengono che a questo punto nessun esponente di Forza Italia possa andare alla Farnesina, su cui aveva messo gli occhi Antonio Tajani.

La versione berlusconiana del conflitto

In pochi minuti, il Cavaliere fornisce la sua versione del conflitto: "Nel 2014 a Minsk si firma un accordo di pace tra l'Ucraina e le due neocostituite repubbliche del Donbass, senza che nessuno attaccasse l'altro.

L'Ucraina - dichiara l'ex premier - butta al diavolo questo trattato un anno dopo e comincia ad attaccare le frontiere delle due repubbliche che subiscono vittime tra i militari che arrivano, mi si dice, a 5-6-7’000 morti. Poi arriva Zelensky che triplica gli attacchi alle due repubbliche".

A questo punto Berlusconi ripete il racconto già svolto a "Porta a Porta" prima del voto, e cioè che le due Repubbliche "disperate", vanno a Mosca e gli chiedono di essere difese.

"Allora si decide a inventare una operazione speciale: le truppe dovevano entrare in Ucraina, in una settimana raggiungere Kiev, deporre il governo in carica e imporre un governo già scelto dalla minoranza ucraina di persone per bene e di buon senso, un'altra settimana per tornare indietro".

Ma a quel punto, aggiunge, Putin si trova di fronte "a una situazione imprevista e imprevedibile di resistenza da parte degli ucraini, che hanno cominciato dal terzo giorno a ricevere soldi e armi dall'Occidente".

Un passaggio molto critico in cui sembra che Berlusconi in qualche modo attribuisca ai militari ucraini e agli aiuti occidentali la responsabilità del perdurare del conflitto. "E la guerra, invece di essere una operazione di due settimane - conclude - è diventata una guerra di duecento e rotti anni”.

Meloni senza dubbi sull'atlantismo

Non si è fatta attendere la replica della premier in pectore Giorgia Meloni, secondo cui “l'Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell'Europa e dell'Alleanza atlantica. Chi non fosse d'accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo".

Nella nota la leader di Fratelli d’Italia ha voluto precisare la sua posizione in proposito. "Con noi al governo l’Italia – assicura Meloni – non sarà mai l'anello debole dell'occidente, la nazione inaffidabile tanto cara a molti nostri detrattori”. Su questo, aggiunge, “chiederò chiarezza a tutti i ministri di un eventuale governo”.



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