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Bayer si mangia Monsanto

Va in porto la maxi-acquisizione di Monsanto da parte di Bayer. A due anni dall'annuncio e ottenuti gli ultimi via libera dalle autorità antitrust, il gruppo farmaceutico tedesco chiude giovedì 7 giugno l'acquisto della multinazionale americana, da anni nel mirino degli ambientalisti per i suoi prodotti Ogm. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2018 - 19:36
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Con la fusione si dà vita a un colosso nel campo delle sementi e dei fertilizzanti, dal quale sparisce il marchio Monsanto. Sul piatto Bayer mette 63 miliardi di dollari, pari a poco meno di 54 miliardi di euro, finanziati con un aumento di capitale di 6 miliardi di euro e 20 miliardi di obbligazioni.  

"Una pietra miliare" 

Secondo il presidente di Bayer, Werner Baumann,"l'acquisizione di Monsanto rappresenta una pietra miliare strategica per rafforzare il nostro portafoglio di leader nella salute e nella nutrizione. Raddoppieremo le dimensioni della nostra attività nell'agricoltura dove creeremo un motore di innovazione, posizionandoci per servire meglio i nostri clienti e sbloccare il potenziale di crescita a lungo termine nel settore". 

Per il gruppo di Levekusen, che impiega 99'800 persone e ha registrato ricavi per 35 miliardi di euro nel 2017, la fusione con Monsanto significa aumentare (pro-forma l'anno scorso e tolte le attività da dismettere) i dipendenti a 115.000 e i ricavi a 45 miliardi, derivanti per metà dal business salute e per l'altra metà dall'agricoltura.

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