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L’obbligo di denunciare sarà esteso

Finora solo chi esercita un’attività ufficiale, ad esempio gli insegnanti, doveva denunciare casi di maltrattamenti su minori. In futuro l’obbligo sarà esteso a tutti coloro che lavorano coi bambini.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 novembre 2017 - 21:28
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 28.11.2017)
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L’anno scorso, quasi 1'600 bambini sono stati curati in ospedale perché vittime di abusi o violenze. La metà di loro aveva meno di sei anni. Si teme però che questa sia solo la punta dell’iceberg. Molti casi non verrebbero mai annunciati perché nessuno è obbligato a farlo.

Martedì il Consiglio nazionale (camera bassa del parlamento svizzero) è così entrato in materia sulla revisione di legge che si prefigge di proteggere meglio i bambini, specie quelli in età prescolare. Tutti i professionisti che lavorano con i bambini nel settore della custodia, gli asili nido per esempio, dell’educazione, della religione o dello sport dovrebbero essere obbligati a denunciare casi di abusi – o sospetti – alle autorità competenti.

Le opposizioni alla revisione sono giunte dai banchi dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) e di parte del Partito liberale radicale (PLR, destra). Il deputato ginevrino dell’UDC Yves Nidegger ha sottolineato che a suo modo di vedere la proposta non punta al benessere dei bambini, bensì solo ad incrementare il numero di denunce, magari non del tutto fondate. Nel 56% dei casi, ha spiegato, simili segnalazioni non portano a nulla, ma hanno magari conseguenze nefaste sulle persone interessate.

Un fenomeno in aumento

Di tutt’altro parere il consigliere nazionale socialista vodese Jean Christophe Schwaab, secondo cui le denunce presentate rappresentano solo una minima parte. “Ci sono troppi casi di maltrattamenti, specie in famiglia che non vengono denunciati”, ha dichiarato.

La ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga ha da parte sua indicato che il fenomeno è in crescita. Spesso le vittime sono bambini sotto i sei anni. La revisione serve proprio a proteggere meglio questa categoria di fanciulli.

Il dossier passa ora alla Consiglio degli Stati (camera alta) per eliminare le ultime divergenze tra i due rami del parlamento.

Nell’intervista della Radiotelevisione svizzera, il primario di pediatria dell’Ospedale regionale di Lugano Valdo Pezzoli si dice soddisfatto della decisione del parlamento e fa il punto sulla situazione nella Confederazione:

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