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A Lugano si discute del futuro dell'Ucraina

Grande assente, Volodymyr Zelensky, che si è collegato alla conferenza tramite videochiamata © Keystone / Michael Buholzer

Si è aperta a inizio pomeriggio a Lugano la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina (URC 2022), alla presenza di numerosi rappresentanti politici europei e mondiali. In videocollegamento anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 luglio 2022 - 20:30
tvsvizzera.it/mrj

Assente da Lugano alla conferenza per la ricostruzione del suo Paese (che non ha potuto lasciare a causa delle leggi che non gli permettono di uscirne in periodo di guerra), il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto alle discussioni tramite videochiamata. Da Kiev si è rivolto ai rappresentanti di una quarantina di Stati e 15 organizzazioni internazionali, ai quali ha ricordato che la guerra in corso è una guerra tra due sistemi - quello russo e quello occidentale - e che il suo Paese si sente parte integrante di quest’ultimo: “La ricostruzione dell’Ucraina sarà un supporto per la pace globale nel mondo. Possiamo dimostrare che il mondo democratico è più forte, che l’Europa è più forte e che i nostri valori non possono essere sottratti”. L’evento di Lugano, ha dichiarato, “potrà essere il primo enorme passo verso una storica vittoria contro la Russia”.

Il presidente elvetico Ignazio Cassis, in apertura dell’URC 2022, ha dal canto suo detto che la ricostruzione dell’Ucraina non può avvenire senza riforme in materia di corruzione e giustizia. Una ricostruzione che costerà almeno 750 miliardi di dollari secondo il premier ucraino Denys Shmihal e che sarà “un compito comune di tutto il mondo democratico”. In tutto, dall'inizio della guerra, almeno 45 milioni di metri quadrati di abitazioni sono stati distrutti o danneggiati. Lo stesso destino è toccato a 23'800 chilometri di strade.

TG - Puntata speciale URC 2022

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Le conseguenze del conflitto si fanno sentire anche nell’agricoltura: 23,3 i miliardi di dollari persi finora. Il 34% riguarda il grano. Una quantità che significa che milioni di persone non potranno essere sfamate.

La presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, presente anche lei a Lugano, ha twittato: “La conferenza di Lugano è un passo fondamentale per concordare i principi dello sforzo internazionale di ricostruzione dell’Ucraina. Il Presidente Ignazio Cassis e io sosteniamo la dichiarazione di Lugano e attendiamo con ansia la sua approvazione”.

Proteste a margine dell’URC 2022

All’alba di lunedì, un gruppo di attivisti di Greenpeace vestiti con i colori ucraini ha costruito e issato una finta pala eolica all’esterno del centro culturale LAC di Lugano. L’azione simbolica, lanciata in collaborazione con oltre 45 organizzazioni ucraine, ha voluto veicolare il messaggio che dopo la guerra la ricostruzione del Paese non deve ricalcare i vecchi standard sovietici, ma spingere e tendere verso la neutralità climatica entro il 2050.

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A fine pomeriggio, invece, il comitato contro la guerra in Ucraina si è trovato in centro a Lugano per un presidio di protesta. I manifestanti hanno chiesto che la ricostruzione dell’Ucraina non passi nelle mani delle grandi banche, del Fondo monetario internazionale e delle multinazionali dei poteri economici occidentali, i cui rappresentanti sono presenti nella città ticinese.

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E a proposito di clima, Simonetta Sommaruga, capa del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), e il ministro ucraino per l’ecologia e le risorse naturali Ruslan Strilets hanno firmato in mattinata, a margine dell’URC 2022, un’intesa che attua l’accordo di Parigi sul clima. Stando a un tweet del DATEC, si tratta di una convenzione che “permette di mobilitare fondi in aggiunta alla cooperazione internazionale e consente una protezione del clima che va oltre i programmi esistenti”.

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