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30 anni dalla morte di Italo Calvino

Italo Calvino

Italo Calvino

(tvsvizzera)

Le interviste del visionario scrittore italiano alla RSI

Il 19 settembre del 1985 moriva, a Siena, Italo Calvino. Uno degli scrittori italiani più famosi, studiati, e sinceramente amati di tutti i tempi.

Diciamo "sinceramente" perché, quasi per caso, ciascuno di noi si è imbattuto in opere come "Il cavaliere inesistente" – restandone affascinato. Gli insegnanti ci dicevano chi era Calvino, ma noi avevamo orecchie solo per le imprese raccontate nel "Visconte dimezzato", o nel "Barone rampante". Alle "Città invisibili", o al "Castello dei destini incrociati", oppure a "Palomar", arrivò chi di noi scoprì che vivere senza leggere significa togliersi la possibilità di visitare tanti universi paralleli al nostro.

Per i trent'anni dalla morte, il canale radiofonico culturale di RSI, Rete DueLink esterno, ha ripescato nei nostri archivi due interviste a Italo Calvino per riproporle sulla sua pagina FacebookLink esterno . Le interviste furono realizzate nella sua casa di Parigi. Vi si trasferì nell'estate del 1967 con l'intenzione di restarvi cinque anni; invece vi rimase fino al 1980, quando fece ritorno a Roma.
La prima intervista è del 1972, quando Calvino ricevette il Premio Feltrinelli conferito dall'Accademia nazionale dei Lincei. Calvino aveva già smesso di scrivere racconti cosmicomici e cominciato esperimenti di narrativa combinatoria. In quello stesso anno avrebbe pubblicato "Le città invisibili."

In questa prima sequenza, Calvino immagina come saranno i vecchi come lui nel 2000. Dopo un avvio realistico, vedrete come rapidamente l'immaginazione gli prenderà la mano, facendogli raccontare una bella favola.

Sempre nella stessa intervista del 1972, lo scrittore, lasciandosi trasportare dell'immaginazione, descriveva la vita di quelli che, nel 2000, sarebbero stati i giovani. Ci fa un po' sorridere, sentirlo fantasticare di queste torme di giovani, spinti di qua e là dalla musica.

Ci fa un po' sorridere, sentirlo fantasticare di queste torme di giovani, spinti di qua e là dalla musica. Ma se noi guardiamo, oggi, nelle strade, negli autobus, nelle metropolitane, nei treni – non vediamo forse quegli stessi giovano immaginati da Calvino tutti con cuffie e cuffiette? E non ha, forse, visto bene Calvino, prefigurando giovani che si muovono solo seguendo il flusso della musica che suona nelle loro orecchie, isolati da tutto il resto?
Anche in questo caso, Calvino passa rapidamente dal realismo al fantastico. Alle sue spalle: "Era una notte buia e tempestosa", incipit di tanti racconti di Snoopy

Ancora nell'intervista del 1972, scivolando sempre più verso il fantastico, Calvino immaginava un anno 2000, nel quale, diventati intelligentissimi, i topi avrebbero allevato serpenti. Calvino ci parla di città invase da animali. Fantasie? Leggete «Il mondo senza di noi», di Alan Weisman.

Vi è descritto Varosha, il quartiere abbandonato di Famagosta a Cipro: è abitato solo da animali. L'immagine che Calvino ha del futuro è quella di un pianeta, nel quale noi siamo superflui.

Il video di questo post viene dagli archivi della RSI. Un giovanissimo Italo Calvino, si esprime con molto calore sull'assegnazione del Nobel a Pasternak, sembrandogli più un fatto politico, che strettamente letterari

Secondo il calendario gregoriano, il 10 febbraio del 1890 – sono dunque 125 anni – nasceva Boris Pasternak. La vicenda della pubblicazione del suo unico romanzo – lo straordinario «Il dottor Živago» – ha dell'inverosimile e v'invitiamo a scoprirla. Qui, basti dire che, siccome il Premio Nobel per la letteratura poteva essere attribuito solo ad un'opera disponibile nella sua lingua originale (e Feltrinelli, nel 1959, la pubblicò in italiano), agenti della Cia e dell'intelligence britannica vennero a sapere della presenza di un manoscritto in lingua russa a bordo di un aereo in volo verso Malta, fecero atterrare il velivolo, fotografarono l'opera, ne fecero un'edizione, che venne portata all'Accademia Svedese.
Dapprima grato per il premio, su pressione del regime sovietico, Pasternak rifiutò il Nobel poco dopo, per timore di non più poter tornare in Unione Sovietica, dove «Il dottor Živago» venne pubblicato solo nel 1988.
Il video di questo post viene dagli archivi della RSI. Un giovanissimo Italo Calvino, si esprime con molto calore sull'assegnazione del Nobel a Pasternak, sembrandogli più un fatto politico, che strettamente letterari

Uno dei temi preferiti dello scrittore italiano è stato il «fantastico». Che cos'è il «fantastico»? La definizione ormai canonica è quella di Tzvetan Todorov: «il fantastico è l'esitazione provata da un essere, il quale conosce soltanto le leggi naturali di fronte a un avvenimento apparentemente sovrannaturale.»
Todorov era a Parigi, quando, nel 1977, stava scrivendo il suo importante libro sulla letteratura fantastica. Il video di questo post è stato realizzato pure a Parigi, nel 1974. L'occasione era data dall'apertura di una libreria parigina dell'editore Franco Maria Ricci e dalla presentazione di una collana di libri dedicati al genere del fantastico: «La biblioteca di Babele», curata da Jorge Luis Borges.
Accanto a Franco Maria Ricci era Italo Calvino, in quegli anni attratto dalla letteratura combinatoria, e che per Maria Ricci aveva curato vari libri, tra i quali uno dedicato ai tarocchi.
Ancora una volta Calvino ci sorprende: il fantastico è sempre davanti a noi.

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