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25 anni fa moriva Ugo Tognazzi, il ricordo del figlio Gianmarco

"Ugo non si comportava da padre, era un compagno di giochi. Ugo aveva un animo da bambino. Ugo era un provocatore. Ugo era un anticonformista. Ugo era onesto, sincero"

“Ugo non si comportava da padre, era un compagno di giochi. Ugo aveva un animo da bambino. Ugo era un provocatore. Ugo era un anticonformista. Ugo era onesto, sincero”.

Ugo. Non papà. Gianmarco Tognazzi ricorda il padre a 25 anni dalla scomparsa del grande artista, avvenuta il 27 ottobre del 1990 quando Ugo Tognazzi aveva 68 anni, e lo fa senza mai chiamarlo papà. “Quando dicevo papà non rispondeva. Bisognava chiamarlo Ugo per catturare la sua attenzione.”.

Centocinquanta i film girati, eppure quando si pensa a Ugo Tognazzi perlopiù torna alla mente la sua interpretazione del conte Lello Mascetti e la supercazzola prematurata con scappellamento a destra o sinistra, vero tormentone di “Amici miei” il film arrivato sul grande schermo il 15 agosto del 1975 e diventato il primo episodio di quella che sarà la più sagace trilogia cinematografica di sempre. E Tognazzi resterà uno dei più grandi interpreti della commedia italiana, progressivamente finito nel dimenticatoio.

“L’Italia, per il patrimonio culturale che ha, dovrebbe fare molto di più per tramandare non solo Ugo Tognazzi, ma tutti quelli che hanno reso grande questo paese… I giovani non sanno chi sia Ugo se non qualcuno a cui è stato tramandato per famiglia, e questo, purtroppo, vale per la stragrande maggioranza dei nostri grandi, da Fellini a Gassman, da Visconti a Rossellini, a Monicelli e se ne potrebbero elencare molti altri. È un malcostume tutto italiano. Non c’è da meravigliarsi. Questo è un Paese che difficilmente esalta i suoi personaggi. Non come la Francia, che ne fa dei monumenti. All’inizio, forse, eravamo dispiaciuti”.

Adesso sono loro, i quattro figli di Ugo Tognazzi, a tenere alta la memoria del padre. Sono loro a curare il sito internet dedicato a Ugo, loro a correre da una parte all’altra dell’Italia per ricordarlo. E ci saranno tutti e quattro a Cremona, città natale di Ugo Tognazzi, alla proiezione dei film di papà nei giorni di revival che il Comune ha dedicato al suo artista.

Tognazzi, dunque, c’è. C’è con i suoi film e con i suoi quattro figli. Con Ricky, attore e regista -nato dalla relazione di Ugo Tognazzi con Pat O’Hara- poi Thomas -attore, nato dal matrimonio con Margaretha Robsham- e infine con Giamarco e Maria Sole, attore il primo e regista l’altra, entrambi nati dal matrimonio con Franca Bettoja.

“Un anno prima di morire”, ricorda Gianmarco Tognazzi, “Ugo venne a vedermi a teatro, poi scoprii che c’era stato altre due volte, di nascosto. I ruoli si erano ribaltati: era diventato lui un mio spettatore. L’immagine del suo viso orgoglioso è in assoluto quella che mi ritorna più frequentemente in testa”.

di Raffaella Fanelli

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