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Il bastone bianco che mira all'inclusione

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Si celebra mercoledì, come ogni 15 ottobre, la Giornata internazionale del bastone bianco, volta a sensibilizzare il pubblico sulle difficoltà quotidiane di ciechi e ipovedenti. Una ricorrenza che la Unitas -Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana- ha deciso di dedicare quest'anno all'inclusione a scuola e sul lavoro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2020 - 21:30

"Noi ci siamo!... e ci mettiamo in gioco". È questo lo slogan scelto dalla Unitas, che per la campagna 2020 ha arruolato due noti giocatori di hockey su ghiaccio. Sandro Zurkirchen, portiere dell'Hockey club Lugano, ed Elias Bianchi, attaccante e capitano dell'Hockey club Ambrì-Piotta, posano con un bastone bianco al posto di quello per giocare a hockey.

www.unitas.ch

In Svizzera, vivono 377'000 persone con handicap visivo; 50'000 di esse sono cieche, 57'000 sordocieche.

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Nel percorso di formazione o professionale di chi non vede o ha disabilità visive, gli ausili tecnologici sono ormai imprescindibili. Ma il simbolo della quotidianità resta il bastone bianco, aiuto fidato per muoversi negli spazi pubblici evitando gli ostacoli, seguire la segnaletica orizzontale, segnalare la propria presenza all'attraversamento di una strada.

Da qui il nome della Giornata, che anche il Quotidiano della Radiotelevisione svizzera RSI ha sottolineato raccontando l'esperienza professionale di due donne ipovedenti. Ospite in studio, il direttore della Unitas Paolo Lamberti [video sopra].

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