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"A Aleppo la crisi è appena iniziata"

Aleppo, come Varsavia dopo la Seconda guerra mondiale. Keystone

Nella città siriana non si spara più, ma il futuro è più incerto che mai. La Radiotelevisione svizzera ha incontrato Ibrahim Alsabagh, parroco di Aleppo, a Lugano per presentare il suo libro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2018 - 09:13
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 3.6.2018)

Sette anni di guerra hanno lasciato tracce indelebili ad Aleppo. Nella città e nelle anime. "Il 75% di Aleppo è distrutta, come Varsavia dopo la Seconda guerra mondiale. Otto persone su dieci non hanno lavoro, vi è una povertà assoluta", spiega Ibrahim Alsabagh, parroco della comunità latina di San Francesco d'Assisi nella città siriana.

"Non si prevede un futuro. C'è una generazione di bambini che è nata e cresciuta sapendo solo distinguere i tipi di missili che stanno per cadere", afferma ai microfoni della RSI padre Alsabagh, che ha appena pubblicato un nuovo libro, intitolato 'Viene il mattino'Link esterno.

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