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Corridoio umanitario Beirut-Roma, primi arrivi

A raggiungere l'Italia in aereo è stata una famiglia di profughi siriani con una bambina di 7 anni, malata di tumore e bisognosa di cure urgenti

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 febbraio 2016 - 20:29

La Federazione delle chiese evangeliche in Italia e la Comunità di Sant'Egidio, d'accordo con il Ministero degli esteri italiano, hanno inaugurato giovedì un primo corridoio umanitario tra Beirut e Roma, con lo scopo di evitare che i profughi più vulnerabili debbano affrontare i viaggi della morte nel Mediterraneo.

A usufruire di questo canale, una famiglia di siriani con una bambina di sette anni, malata di tumore e bisognosa di cure urgenti.

È arrivata questa mattina, all'aeroporto di Fiumicino, la famiglia Al Hourani, profughi siriani da due anni sfollati in Libano. La mamma Yasmine, il papà Suleiman, il piccolo Hussein e Falak, sette anni e un occhio perso a causa di un tumore che ora sarà curato a Roma.

Sono i primi profughi siriani ad usufruire del corridoio umanitario aperto tra il Libano e l'Italia dalla Federazione delle chiese protestanti e dalla Comunità di Sant'Egidio.

Falak e la sua famiglia sono fuggiti da Homs, due anni e mezzo fa, quando la guerra civile siriana ha investito la loro città. Sfollati in Libano, hanno vissuto a Tripoli, in un garage preso in affitto e pagato con i soldi che papà Suleiman riusciva a guadagnare aggiustando radio e televisori. Contattati da Francesco Piobbichi e dai suoi collaboratori in Libano, la famiglia è stata inserita nel progetto di corridoio umanitario.

Il corridoio umanitario è stato aperto, con l'accordo dei Ministeri italiani degli Esteri e dell'Interno, allo scopo di permettere a persone vulnerabili di raggiungere l'Italia senza essere costrette ad affrontare i "viaggi della morte" nel Mediterraneo. E così Falak e la sua famiglia hanno potuto raggiungere Roma in sicurezza, a bordo di un normale volo di linea.

Durante l'incontro con la stampa è emersa tutta la felicità della famiglia Al Hourani e la sua speranza in un futuro migliore. Subito dopo, Falak si è preparata ad andare all'ospedale Bambin Gesù di Roma, dove sarà sottoposta, nelle prossime settimane e mesi, alle cure di cui ha urgente bisogno.

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