Coronavirus e fase 2 Regno Unito e USA, tra cautela e fretta di ripartire

I due paesi anglosassoni sono quelli che contano ufficialmente il più elevato numero di vittime da coronavirus. Se a Londra si esita ancora su un allentamento delle restrizioni, a Washington Donald Trump fa pressione per riaprire tutto al più presto.

passanti con sullo sfondo tower bridge di londra

In Gran Bretagna si è ormai alla sesta settimana di 'lockdown' e il governo non ha ancora presentato un piano per un progressivo de-confinamento.

Keystone / Will Oliver

Superando martedì quota 30'000 decessi, il Regno Unito è ormai il paese del Vecchio Continente con il maggior numero di vittime causate dalla Covid-19.

Stando ad Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattieLink esterno (ECDC), un'agenzia dell'Unione Europea, la Gran Bretagna è uno dei cinque Stati europei in cui non è stata registrata "nessuna evoluzione significativa nel corso delle ultime due settimane". In altre parole, mentre nella maggior parte dei Paesi il picco dell'epidemia è ormai stato raggiunto, in Gran Bretagna, Bulgaria, Polonia, Romania e Svezia il numero di casi non accenna a diminuire.

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Dichiarazioni, queste, che contraddicono quelle del governo britannico. Secondo il premier Boris Johnson, infatti, l'epidemia sarebbe in una fase discendente.

Tuttavia, Londra - tra le ultime capitali in Europa a prendere dei provvedimenti di confinamento - sta ancora valutando quando e come allentare le misure. Mentre altri Paesi hanno già presentato e, alcuni, avviato dei piani di progressivo de-confinamento, nel Regno Unito i cittadini sono ancora nell'aspettativa.

Il passaggio alla cosiddetta 'fase 2' è attualmente all'esame del governo, ma Boris Johnson si è dato tempo fino a domenica sera, quando annuncerà il piano alla nazione. Un piano che, secondo le indiscrezioni trapelate sulla stampa, dovrebbe essere improntato alla massima cautela.

Il servizio del TG sulla Gran Bretagna:


Se da questa parte dell'Atlantico si avanza coi piedi di piombo, a 5'000 chilometri di distanza lo slogan ripetuto da Donald Trump è invece "riaprire tutto" e il più rapidamente possibile.

E questo malgrado il fatto che gli Stati Uniti abbiano registrato nelle ultime 24 ore uno dei bilanci più pesanti dall'inizio dell'epidemia: nel Paese sono infatti morte 2'333 persone, più del doppio rispetto alle 1'015 decedute il giorno precedente. Il totale delle vittime si attesta così ad oltre 71'000, mentre il numero di contagi è superiore a 1,2 milioni.

Dall'Arizona, Trump ha però sollecitato la riapertura: "Non possiamo tener chiuso il nostro Paese per i prossimi cinque anni", ha detto mentre visitava un'azienda che produce mascherine. "Alcuni saranno colpiti duramente? Sì. Ma dobbiamo aprire il nostro Paese e dobbiamo aprirlo presto".

Il servizio del TG sugli USA:


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