Cooperazione transfrontaliera Ticino e Varesotto collaborano su mobilità e innovazione

Di Leonardo Spagnoli
Sinergie frontaliere

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tvsvizzera

Migliorare le capacità decisionali dei piccoli comuni di cui sono disseminati il Cantone Ticino e la provincia di Varese e integrare questi territori mettendo in rete le rispettive esperienze.

A questo scopo cerca di rispondere il progetto GovernaTI-VALink esterno, presentato giovedì in videoconferenza nell'ambito del programma di cooperazione Interreg Svizzera-ItaliaLink esterno.

Più in particolare il progettoLink esterno che vede quali capofila il Comune di Varese (in collaborazione con l'ANCI Lombardia) e l'Università della Svizzera italiana (supportata dalla Sezione enti locali del Cantone Ticino e dall'Associazione partenariato pubblico-privato PPP) fa parte delle sette proposte di rafforzamento della governance transfrontaliera (Asse 5) approvate in seconda battuta - sulle dodici presentate - nel quadro dei finanziamenti relativi al periodo 2014-2020.

Il progetto GovernaTI-VA

Si tratta di una dotazione finanziaria di 900'000 euro da parte italiana e 42'000 franchi sul versante elvetico, in base alla convenzione firmata il 19 luglio dell'anno scorso, ha ricordato Enzo Galbiati (Autorità di gestione del programma di cooperazione Svizzera-Italia).

"Risorse importanti – segnala il sindaco di Varese Davide Galimberti – che consentono di elaborare prassi per rendere più efficienti i sistemi e più competitivi i territori". E questa esperienza, confida il primo cittadino, sarà un "punto di riferimento a livello internazionale". Mentre per il responsabile ticinese degli Enti locali Marzio Della Santa questo esercizio costituisce "un'importante opportunità per crescere nella governance e allineare i linguaggi" in un'ottica di "scambio culturale".

In sostanza GovernaTI-VA prende le mosse dalla constatazione che, nonostante la stretta interconnessione dal profilo culturale, storico ed economico, di Ticino e Varesotto, vi è una limitata conoscenza reciproca.

Prassi condivise di governo locale

Nello stesso tempo però entrambi i territori sono accomunati da enti locali piccoli e frammentati dove si evidenziano fragilità, a livello di governance, su cui si deve intervenire. "Non vi è alcuna possibilità di sviluppo – ha in proposito rilevato il vicepresidente dell'Associazione dei comuni italiani (ANCI) Lombardia Giacomo Ghilardi – se non mettendo in rete prassi amministrative e soluzioni condivise tra realtà territoriali accomunate da secoli di storia comune".

La proposta intende preliminarmente confrontare le normative vigenti in Ticino e Lombardia e approfondire le esperienze positive di governance locale per giungere alla costruzione di un database condiviso sui due lati della frontiera. Gli ambiti principali su cui si vuole operare una svolta a livello di governo periferico sono la mobilità e l'innovazione.

Riguardo al primo sono noti i flussi di traffico transfrontalieri che comportano questioni di sostenibilità ambientale, visti i livelli di inquinamento cui è confrontata la regione. Di qui la necessità di individuare soluzioni condivise per governare questi flussi e assicurare collegamenti ecocompatibili agli abitanti della regione insubrica intesa nel suo insieme.

"Occorre indagare su cosa succede nella mobilità transfrontaliera", indica Gianluca Gardelli (Project Manager di GovernaTI-VA, Comune di Varese). Il progetto si propone infatti di "condurre un'analisi dettagliata per tracciare tutti i tipi di spostamento", non limitati ai veicoli provati e ai mezzi pubblici, per giungere a soluzioni non ancora sperimentate e verosimilmente più efficaci.

Digitalizzazione nei piccoli comuni

In tema di innovazione anche le piccole amministrazioni sono confrontate con processi di digitalizzazione che possono avere un impatto positivo sulla vita quotidiana dei cittadini (energia, illuminazione pubblica, mobilità, sicurezza, rapporti con le amministrazioni).

La vera sfida che GovernaTI-VA intende raccogliere consiste nel tentativo di guidare questi cambiamenti a livello periferico e offrire un contesto idoneo affinché i privati possano contribuire allo sviluppo del territorio.

"Ci stiamo attrezzando per cercare di fare in modo che la digitalizzazione porti a un miglioramento dei servizi al cittadino, cosa che attualmente non avviene", precisa Egidio Longoni (vicesegretario ANCI). "Da anni assistiamo a un esodo dalle comunità più piccole - che da sole non riescono a dare risposte - per mancanza di opportunità e carenza di servizi", continua Egidio Longoni. Da questo confronto quindi "potremo crescere insieme".

Il programma si estende

Per l'Università della Svizzera italiana (USI) Tobiolo Gianella ha voluto sottolineare che si sta discutendo di un "progetto ambizioso, che ha già preso il binario corretto," e di "cifre importanti". Del resto "noi come USI", ha continuato, "abbiamo già avuto esperienze con Interreg 3 e 4".

Da parte sua Enzo Galbiati (Autorità di gestione Interreg Svizzera-Italia) ha annunciato che il programma 2014-2020 è destinato ad avere una coda con un nuovo bando con contributi per 10 milioni di euro e 3 milioni di franchi collegati alla crisi pandemica: almeno un milione sarà attribuito alle attività della Protezione civile.

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