Cooperazione internazionale Aiuto allo sviluppo, Berna punta su innovazione e partner privati


L’aiuto svizzero ai paesi in via di sviluppo passa per l’innovazione tecnologica e la collaborazione con soggetti privati.

Si potrebbero riassumere con questo concetto i capisaldi seguiti dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Numerosi i progetti che sono stati illustrati oggi a Berna nel corso dell’annuale conferenza stampa della DSC, tra i quali spicca un tablet con specifiche applicazioni per le diagnosi mediche rapide effettuate nelle remote periferie della Tanzania.

Con questo strumento, è stato sottolineato, è possibile ad esempio ridurre la somministrazione di antibiotici ai bambini con febbre, che nel 90% dei casi risulta del tutto inutile ma nel contempo crea pericolose resistenze al farmaco.

Ma la cooperazione elvetica sostiene anche i contadini ugandesi che, grazie a un’app installata sul loro telefonino, possono mettere al sicuro i loro piccoli risparmi ed effettuare transazioni. Altri progetti riguardano la coltivazione sostenibile di cacao in Honduras o la produzione di energia da rifiuti organici in Indonesia.

Ma l’impegno dell’unità del Dipartimento affari esteri è svolto anche a livello di tutela ambientale. In quest’ambito, è stato evidenziato dalla DSC, un progetto sviluppato dal Politecnico federale di Losanna e da altri partner accademici mira a produrre un nuovo tipo di cemento che garantisce un tasso di emissioni di CO2 inferiore del 30% rispetto al cemento tradizionale.

 

Parole chiave