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Caso Romano, Mastrogiacomo: "Tentarono di convertirmi"

Il commento del giornalista italo-svizzero sequestrato nel 2007 dai talebani sul caso che sta facendo discutere in questi giorni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 maggio 2020 - 22:29
tvsvizzera/spal con RSI(TG del 13.5.2020)
Daniele Mastrogiacomo in un'immagine presa dal video diffuso dai talebani. Keystone

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Il caso Silvia Romano, la giovane cooperante sequestrata in Kenya e tenuta prigioniera per 18 mesi in Somalia dagli estremisti islamici di al-Shabaab, ha aperto un feroce dibattito in Italia.

In particolare la sua conversione all'Islam, avvenuta in condizioni del tutto particolari, e le voci sul pagamento di un riscatto da parte di Roma hanno avuto riverberi anche nelle aule parlamentari e sono state spunto per violenti polemiche.

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Ma la vicenda a lieto fine della 24enne milanese, accolta a Ciampino domenica dalle massime autorità del governo, non costituisce un unicum. Altri italiani, nel recente passato, hanno subito rapimenti da cellule terroristiche di matrice islamica e in molti casi l'epilogo è stato anch'esso positivo.

Uno di questi, il giornalista italo-svizzero Daniele Mastrogiacomo è stato tenuto in ostaggio per due settimane dai talebani in Afghanistan nel 2007. Lo ha raggiunto su Skype il TG per un commento sul quanto capitato a Silvia Romano. E in proposito conferma che anche con lui i talebani non parlarono che di Corano.

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