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L'inferno sulla terra è sull'isola di Lesbo

In Grecia, a Lesbo, novemila persone sono bloccate nel campo di Moria, pensato per ospitarne 3.100, in condizioni talmente critiche da aver provocato un picco di tentati suicidi e autolesionismo, anche tra bambini e adolescenti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2018 - 10:18
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Medici Senza Frontiere (MSF) denuncia"un'emergenza senza precedenti", sia per la salute fisica che psicologica degli uomini, delle donne e soprattutto dei bambini bloccati nel campo per richiedenti asilo di Moria, sull'isola di Lesbo, in Grecia. 

Per questo l'organizzazione chiede un'evacuazione di emergenza per tutte le persone vulnerabili, in particolare i bambini, verso una sistemazione sicura sulla terraferma, in Grecia o all'interno dell'Unione europea.   

"La politica di contenimento dei richiedenti asilo sulle isole greche - sottolinea in un comunicato Msf - ha bloccato indefinitamente oltre 9.000 persone, un terzo delle quali bambini, nel campo di Moria, pensato per accoglierne non più di 3.100. Ogni settimana le équipe di Msf assistono adolescenti che hanno tentato di suicidarsi o si sono inferti ferite, e rispondono a numerosi casi critici dovuti a violenze,autolesionismo infantile e mancanza di accesso a cure mediche urgenti".   

Da febbraio a giugno di quest'anno, durante le terapie di gruppo rivolte ai bambini tra i 6 e i 18 anni, le équipe di Msf hanno osservato che quasi un quarto dei bambini (18 su 74) ha avuto episodi di autolesionismo, ha tentato il suicidio o ha pensato di togliersi la vita. Altri soffrono di mutismo selettivo, attacchi di panico, ansia, scatti d'ira e incubi costanti. 

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