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Arretra il permafrost, fatture milionarie per le stazioni invernali

La teleferica della stazione invernale grigionese di Corvatsch. Keystone


Le stazioni invernali svizzere sono confrontate con il preoccupante problema dello scioglimento del permafrost.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 ottobre 2019 - 11:10
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 23.10.2019)

Con il riscaldamento climatico lo strato di terreno ghiacciato tende ad arretrare e l'acqua, penetrando nel suolo, lo destabilizza.

Del resto la ripetute frane e slavine che si susseguono con accelerata frequenza sull'intero arco alpino lo testimoniano. Il problema per i gestori di impianti di risalita è che la solidità dei piloni su cui poggiano le infrastrutture di trasporto – teleferiche, seggiovie e skilift - è ormai pregiudicata e si stanno effettuando importanti e costosi interventi di risanamento.

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È il caso del pilone sul Gemsstock, a 2'900 metri quota che si trova sopra Andermatt (Canton Uri) per il quale si è dovuto realizzare una base di cemento. Interventi milionari sono stati fatti anche alla stazione di Corvatsch nelle Alpi Retiche: il suolo sotto gli impianti si sta infatti spostando di un millimetro all'anno. 

E a inizio mese la funivia Fiescheralp-Eggishorn, in Vallese, ha dovuto sospendere l'esercizio per l'instabilità del terreno. 

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