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Benzinai ticinesi: "Stiamo quasi subendo una concorrenza sleale"

Il crollo delle vendite di carburante è arrivato al 90%. Keystone / Karl Mathis

Lo sconto delle accise sul carburante in Italia ha messo a durissima prova i distributori della zona di confine che ora fanno sentire la propria voce.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 dicembre 2022 - 20:09
tvsvizzera.it/MaMi

Crollo delle vendite fino al 90% e chiusura per diverse stazioni di servizio sulla fascia di confine. È questo il risultato della concorrenza vissuta negli ultimi mesi dai distributori di benzina svizzeri, i quali - causa prezzi del gasolio in aumento - si sono visti buona parte della clientela sia italiana sia svizzera scappare a rifornirsi oltre frontiera.

Il Governo italiano già da mesi è infatti intervenuto per combattere i rincari del carburante con una riduzione sulle accise imposte dallo Stato su benzina, gasolio e gas di petrolio liquefatti (GPL). Questa misura finanziaria ha permesso all'Italia - e in particolare alla regione di frontiera - di invertire la tendenza per cui si veniva in Svizzera a fare il pieno. Nonostante la diminuzione dello sconto sulla benzina in Italia, la pressione non si allenta.

Inutile puntualizzare quanto tutto ciò sia stato dannoso per i molti distributori situati nella zona di confine. Per evitare licenziamenti, si è fatto affidamento al lavoro ridotto, ma ora alcune richieste non sono state accolte: è il caso di Piccadilly che dà lavoro a 260 persone e ora ha fatto ricorso. L'approfondimento odierno del Quotidiano:

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