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Il tesoro della Cattedrale di Coira di nuovo in mostra

Al nuovo museo di Coira si possono ripercorrere 1'500 anni di storia ecclesiastica. Keystone / Gian Ehrenzeller

Questo fine settimana viene inaugurato il nuovo Museo del tesoro della Cattedrale di Coira, che annovera alcuni dei principali capolavori dell'arte sacra svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2020 - 15:41

Per anni, i reliquiari e gli altri oggetti liturgici sono rimasti rinchiusi in un magazzino, in seguito a un furto all'interno della Cattedrale e poi al restauro della stessa.

Ora sono stati riuniti in un'ala del Palazzo vescovile e dal prossimo fine settimana potranno di nuovo essere ammirati dal pubblico.

Il più antico oggetto esposto è un cofanetto d'avorio che risale all'epoca romana e che "mostra in maniera spettacolare il passaggio dal paganesimo al primo cristianesimo", spiega alla Radiotelevisione svizzera Anna Barbara Müller-Fulda, direttrice del Museo del tesoro della Cattedrale di Coira. "Sul coperchio c'è il dio pagano della medicina Esculapio. Si tratta quindi di un cofanetto per delle pozioni medicinali che è stato poi riutilizzato come reliquiario cristiano".

Un altro capolavoro di proprietà della Diocesi di CoiraLink esterno, la prima creata a nord delle Alpi e la cui prima attestazione risale all'anno 451, è un ciclo di immagini della morte del 1543.

I 25 quadri di un pittore anonimo prendono ispirazione dalla "Totentanz" del pittore tedesco Hans Holbein. I quadri in bianco e nero sono stati esposti fino al 1882 nel castello episcopale, poi sono stati spostati nel Museo retico di Coira fino al 1976. Da allora, però, non sono più stati accessibili al pubblico.

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tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 26.8.2020)

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