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Alla scoperta dell'Insubria

Consonno, la città fantasma dello spasso

Un paese abbandonato che sembra un relitto urbano naufragato in cima a una montagna. Consonno oggi è lo scheletro di una città dei divertimenti che nacque dal nulla in una frazione del comune di Olginate, in provincia di Lecco, negli anni '60. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 marzo 2019 - 08:00
The Italy Diaries

La storia inizia con la sbornia del miracolo economico italiano che aveva illuso il Bel Paese e che sembrava sarebbe durato per sempre. 

Nel 1962 un eccentrico imprenditore, Mario Bagno, che si presentava con i titoli di Ingegnere, Grande Ufficiale e Conte di Valle dell'Olmo, acquista da un'immobiliare locale per 22 milioni e mezzo di lire tutte le case di un borgo sulle prealpi lombarde. È una posizione privilegiata, è a circa mezz'ora da Milano e gode di uno straordinario panorama che comprende le prime alture alpine e la valle dell’Adda. 

L'Italia degli anni d'oro ha bisogno di divertirsi e Mario Bagno sceglie il paese per il suo progetto imprenditoriale più ambizioso. Dopo aver costruito una strada di accesso, espropria tutte le case degli abitanti, le fa abbattere e dal nulla edifica una città dei balocchi degna del Pinocchio di Carlo Collodi. 

La struttura principale ricorda un castello: una via di mezzo tra Disneyland e uno scenario da Mille e una notte. Tutt'intorno sorgono un hotel, balere, negozi, ristoranti. Celebrità, cantanti famosi, calciatori e divi televisivi sono i testimonial del luogo che si riempie di turisti, di curiosi, di gente in cerca di divertimento, emozioni e, si dice, di avventure non sempre legali. 

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Ma in Italia il miracolo economico sta lasciando spazio alle inquietudini degli anni settanta. Bagno che aveva il sogno di costruire anche un circuito di Formula 1 e un'autostrada, si vede costretto a ridurre le ambizioni e le aspettative. Nel 1976 una frana blocca la strada di accesso al paese. La città del divertimento spegne le luci e si spopola.

Bagno prova in extremis a riconvertirla in una località per anziani utilizzando l'hotel ormai deserto come casa di riposo. Ma piano piano anche questa struttura viene definitivamente abbandonata. Consonno è ormai una spettrale area dismessa. 

Nel 2007, un rave illegale richiama quasi duemila partecipanti che vandalizzano quello che rimane delle strutture rimaste intatte.  Oggi, la natura si è riappropriata di gran parte dell'area, ma la torre del castello dei sogni, costruita come un minareto, rimane lì come l'albero maestro di una nave naufragata a ricordare la spregiudicata avventura del corsaro, o pirata, Mario Bagno.

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