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A Zurigo una piattaforma fluviale recupera le plastiche

Rifiuti e detriti arenati su una spiaggia neozelandese.
Rifiuti e detriti finiti su una spiaggia neozelandese. Keystone / Mark Mitchell

I milioni di tonnellate di plastica che ogni anno si riversano negli oceani costituiscono uno dei problemi emergenti più gravi dal profilo ambientale.

Le montagne di questo materiale non biodegradabile rappresentano una minaccia sia per l’ecosistema, sia per la salute dell’uomo. Un contributo alla possibile soluzione della questione potrebbe darla la piattaforma galleggiante ormeggiata in questi giorni sulla Limmat nei pressi di Platzspitz a Zurigo.

Sviluppata dai ricercatori del Politecnico federale questa struttura consente di recuperare le plastiche che finiscono nei fiumi. Un sistema complesso e automatizzato che si serve di tubi, posati in fondo al corso d’acqua, che emettono bollicine grazie alle quali le sostanze solide vengono convogliate verso la superficie dove, con l’ausilio di barriere galleggianti, sono recuperate e indirizzate su un nastro trasportatore.

Sulla piattaforma un robot dotato di telecamera e supporto informatico provvede a separare gli oggetti di plastica dalle sostanze organiche.

L’aspetto interessante del progetto è che adotta una soluzione a monte, prima cioè che le plastiche finiscano nei mari dove si frantumano e si disperdono irreversibilmente nell’ambiente, con le inevitabili conseguenze negative sulla fauna ittica.

I test che vengono condotti in questo periodo sulla Limmat servono a perfezionare il prototipo che deve però essere registrato: gli algoritmi adottati infatti presentano ancora alcune lacune. Ma le prospettive sono interessanti.

Naturalmente questo non basta, vanno cambiati i comportamenti collettivi e la gestione dei rifiuti su scala globale per porre fine a questa emergenza. Ma intanto l’esperienza di Zurigo potrebbe aiutare a contenere il problema.

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