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John M Armleder a Roma Un funambolo tra le mura di Villa Maraini

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La sede dell’Istituto Svizzero di Roma si veste delle opere di uno degli artisti svizzeri più importanti e influenti della sua generazione, John M Armleder.

Le neorinascimentali sale di Gala dell’Istituto ospiteranno fino al primo di luglio la mostra StockageLink esterno, un’esposizione personale che traccia un percorso nell’opera dell’artista ginevrino.

Postmodernità e gioco, un delicato equilibrio tra pittura, design e performance, tra sorpresa e meraviglia. Le opere, accuratamente selezionate in modo da attraversare tutti i periodi dell’arte di John M Armleder, vanno ad incastonarsi nella cornice architettonica, dalle vivaci tinte ottocentesche, dell’Istituto. Un allegro rimescolamento di generi, delicatezza e humour.

Il periodo giovanile in Fluxus, il sogno del moderno, il collegamento di stupori classici all’enunciato di un’astrazione radicale. Fasi dell’ispirazione di Armleder che si possono ammirare in due nature morte, un memento mori, una scena di genere con ballerine, una rappresentazione di costellazioni celesti, un lampadario caduto a terra, l’evocazione di una tappezzeria, una serie di specchi e su due tramezzi dichiaratamente finti, due pitture murali, due enormi tele color nero e bronzo.

Il pubblico italiano può immergersi e conoscere l’ampiezza dell’opera dell’artista che ha posto Ginevra sulla scena dell’arte contemporanea. I borsisti, i giovani studenti che risiedono a Villa Maraini, hanno l’occasione di porsi di fronte a un confronto generazionale con l’arte di alto livello e trarne insegnamento ed ispirazione.

Lo stesso John M Armleder ha inaugurato Stockage, insieme ad Andrea Viliani, direttore del museo MADRE di Napoli, Lionel Bovier, direttore del museo MAMCO di Ginevra, e Samuel Gross, curatore dell’Istituto Svizzero di Roma. Armleder ha dedicato ampio spazio al confronto con il pubblico ed in particolare con i giovani ricercatori dell’Istituto. Per l’occasione, alla sala Trevi del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma si è svolto un programma di proiezioni in ricordo dell’attività dell’artista nell’ambito del gruppo Fluxus, offrendo una visione della densità della sua pratica.