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Aria di crisi


Tempi difficili per l’orologeria svizzera


Di Daniele Mariani con RSI (TG del 6.1.2017)


Da 17 mesi consecutivi il settore orologiero registra un calo delle esportazioni. Una situazione che preoccupa, in particolare nella Vallée de Joux, regione del canton Vaud con 7'000 abitanti e 8'000 impieghi nel settore orologiero. 

Nel 2016 le esportazioni di orologi svizzeri dovrebbero subire una contrazione del 10%, fissandosi attorno a 19,5 miliardi di franchi, stando a quanto dichiarato recentemente all’Agenzia telegrafica svizzera da Jean-Daniel Pasche, presidente della Federazione dell’industria orologiera svizzera (FH).

Un valore ben lontano dalla cifra record di 22,2 miliardi di franchi del 2014 e di 21,5 miliardi del 2015.

Pasche prevede una stabilizzazione. Segnali favorevoli sembra stiano arrivando dalla Cina e dagli Stati Uniti.

Inoltre, la nuova legislazione sullo Swiss Made, secondo cui almeno il 60% del valore di un orologio deve essere prodotto in Svizzera, avrà effetti positivi. In una recente intervista a swissinfo.ch, Pasche ha affermato di non aspettarsi grandi cambiamenti già durante i prossimi mesi. A medio termine però sì: «Con il tempo le attività di produzione in Svizzera cresceranno, ciò che avrà conseguenze positive sull’impiego. Dei subappaltatori stranieri manifestano già l’intenzione di insediarsi in Svizzera per beneficiare del marchio ‘swiss made’. È un fenomeno difficile da quantificare, ma esiste».

 La crisi – anche se forse bisognerebbe piuttosto parlare di stagnazione, visto che l’export rimane pur sempre a un livello molto più elevato rispetto ad alcuni anni fa – si ripercuote anche sugli impieghi. In un’intervista alla Neue Zürcher Zeitung, François Matile, segretario generale della Convenzione padronale dell’industria orologiera svizzera, stimava che il numero di posti di lavoro nel settore è regredito del 3-4% nel 2016, fissandosi a circa 57'000 alla fine dell’anno.

«Una crisi profonda e duratura»

Secondo Grégory Pons, responsabile della redazione di Business Montres & Joaillerie, la situazione attuale non si spiega solo con gli stravolgimenti geopolitici, le difficoltà economiche attraversate da numerosi paesi o il franco forte. È anche il settore orologiero svizzero ad avere sbagliato rotta.

 «L’orologeria è confrontata con una crisi profonda, duratura […]. E malgrado l’evidenza, i responsabili dell’orologeria continuano a sprofondare nel diniego e a minimizzare la gravità della situazione», dichiarava qualche mese fa a swissinfo.ch.

 In particolare, sottolineava Pons, «l’industria orologiera ha dissipato i suoi profitti in budget di marketing allucinanti, in manifatture fastose e in capacità produttive inutili. Trascurando completamente la formazione degli orologiai e gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo».

Oltre a non prendere abbastanza sul serio l’arrivo sul mercato dell’orologio connesso, ciò che si ripercuote soprattutto sulle marche di bassa gamma, l’orologeria svizzera non avrebbe ancora integrato il fatto che «i giovani consumatori non aderiscono più al concetto di lusso dei loro genitori». Continuare a puntare su orologi ultra-lussuosi e ultra-cari rischia quindi di non essere una strategia pagante, secondo Pons.

Malgrado tutto, l’esperto è fiducioso: «Rispetto ad altri paesi, la Svizzera possiede degli atout impareggiabili: quattro secoli di esperienza, uno strumento industriale unico e soprattutto un tessuto molto denso di atelier orologieri e di fornitori che eccellono nel loro lavoro».

Il settore orologiero svizzero

L'industria orologiera è il terzo settore d’esportazione svizzero, dopo la chimica e le macchine. È impiantata principalmente nei cantoni di Neuchâtel, Berna, Ginevra, Soletta, Giura e Vaud.

Dopo aver raggiunto l'apice alla fine degli anni '60, con circa 90'000 dipendenti impiegati in più di 1'500 imprese, il settore è crollato, anche a causa dell'arrivo degli orologi al quarzo dall'Asia.

All'inizio degli anni '80, esistevano ancora circa 500 imprese che occupavano circa 30'000 dipendenti.

Il rilancio è avvenuto in un primo tempo grazie alla produzione di massa ed in particolare agli orologi prodotti dalla Swatch. Negli ultimi anni, è stato soprattutto il settore del lusso a fare da traino.

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