La televisione svizzera per l’Italia

ZH: internamento per anziano demente che uccise moglie e figlia

Keystone-SDA

Internamento per un pensionato di 74 anni affetto da grave demenza che nel febbraio 2025 uccise moglie e figlia che erano andate a visitarlo. Lo ha deciso il Tribunale distrettuale di Bülach (ZH), che oggi ha esonerato l'imputato dalla presenza al dibattimento.

(Keystone-ATS) Il Tribunale ha riconosciuto che si è trattato di un duplice assassinio, ma visto che, a causa della demenza, ha agito in stato di totale incapacità di intendere e di volere non imputabile a lui stesso ha rinunciato a una condanna.

È stato quindi disposto l’internamento per motivi di sicurezza. Spetterà all’Ufficio per l’esecuzione delle pene decidere dove essa sarà eseguita. La sentenza non è ancora definitiva e può ancora essere impugnata dinanzi al Tribunale cantonale di Zurigo.

Moglie e figlia uccise con 200 coltellate

La mattina del 17 febbraio 2025, l’uomo, all’epoca 72enne, ha attaccato con un coltello da cucina la moglie 68enne e la figlia di 48 anni, cittadina statunitense, che erano andate a fargli visita in una casa a schiera di Bülach, cittadina a nord dell’aeroporto di Zurigo.

L’imputato – che stando alle dichiarazioni della procuratrice che sostiene l’accusa ha confessato i fatti – ha sferrato complessivamente più di 200 coltellate. Le due donne non hanno avuto scampo e sono morte sul posto. La pubblica accusa ha qualificato i fatti come assassino plurimo. Ma visto che al momento dei fatti era già affetto da grave demenza e data la sua pericolosità, la procuratrice ha chiesto l’internamento.

Rischio elevato di atti violenti

Il 74enne non ha alcuna possibilità di condurre una vita autonoma, poiché necessita di cure costanti. La procuratrice ha perciò raccomandato vivamente il ricovero d’ufficio in una struttura adeguata. Visti i precedenti, in caso di assistenza privata – ad esempio da parte di familiari – sussiste infatti un rischio elevato di ulteriori atti di violenza. Una misura stazionaria in una struttura psichiatrica è invece fuori discussione, considerato che una perizia ha accertato che l’uomo è incurabile.

Il difensore ha riconosciuto che il suo assistito ha commesso “atti terribili”, ma non accetta “che venga etichettato come un spietato duplice assassino”. La spietatezza non è infatti compatibile con la totale incapacità di intendere e di volere. E, secondo gli esperti, in una persona che non è consapevole delle proprie azioni, potrebbe benissimo mancare anche l’intenzionalità.

La difesa voleva una misura stazionaria

Il difensore era sostanzialmente d’accordo con la procuratrice sul fatto che l’uomo necessiti di cure permanenti. Ha tuttavia sostenuto la necessità di una misura stazionaria in struttura adeguata, invece dell’internamento per motivi di sicurezza.

Da sei mesi il suo assistito è affidato alle cure di una struttura specializzata e chiusa, dove, secondo quanto riferito, si comporta in modo tranquillo e non aggressivo. Non esisterebbe invece alcuna istituzione idonea per un internamento, ha affermato il difensore.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR