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ZH: Cinema, Greta Thunberg chiede impegno per Sahara Occidentale

Keystone-SDA

In occasione dello Zurich Film Festival, Greta Thunberg ha partecipato alla prima di un film sulla lotta del popolo Sahrawi per chiedere fatti e non parole a favore del Sahara Occidentale, lasciando tuttavia i riflettori puntati sulla reale protagonista della serata.

(Keystone-ATS) La pellicola “My Home of Wind and Sand”, realizzata nell’arco di oltre dieci anni, racconta la storia di Najla Mohamed Lamin, cresciuta in un campo profughi nel deserto algerino. Il sogno della protagonista di fare ritorno in una patria indipendente resta però lontano, poiché il territorio continua a essere occupato dal Marocco.

Per Najla Mohamed Lamin si tratta di un’enorme ingiustizia: “Il mondo ci nega il diritto fondamentale di svolgere un libero referendum sul nostro futuro”, ha dichiarato a Zurigo a margine della proiezione. Nonostante il documentario sia molto personale e ricco di dettagli intimi, la protagonista ha confidato di aver pensato soprattutto alle storie di altri Sahrawi, ancora più forti della sua.

Un conflitto ignorato

Greta Thunberg ha visitato un campo profughi Sahrawi nel 2025. Da allora ha più volte messo in evidenza le interconnessioni tra la battaglia dei Sahrawi, la crisi climatica globale e la giustizia sociale.

Giunta al festival del cinema in veste di sostenitrice – oggi pomeriggio sul Green Carpet e dopo la proiezione per esprimersi sulla causa -, ha dichiarato: “Il film è molto commovente. Racconta di un tradimento: quello dell’occupazione e dell’indifferenza del mondo verso questo conflitto”. Thunberg ha aggiunto che le persone privilegiate dovrebbero schierarsi al fianco dei Sahrawi e lottare con loro: “Dobbiamo parlarne e diffondere il messaggio. Altrimenti siamo solo degli ipocriti”.

Il Marocco rivendica il Sahara Occidentale dal 1975, anno in cui l’ex potenza coloniale, la Spagna, ha abbandonato il territorio. L’Europa non può far finta di non essere coinvolta, ha sottolineato Najla Mohamed Lamin, aggiungendo che il sostegno fornito da altri Paesi contribuisce a far sì che il Marocco continui a opprimere il suo popolo: “Il mondo vuole metterci a tacere, ma non ci lasceremo dire cosa dobbiamo fare”.

I Sahrawi sono un popolo nomade di lingua araba originario della regione nord-occidentale del Sahara. Tradizionalmente legati al territorio del Sahara Occidentale rivendicano l’autodeterminazione e l’indipendenza della propria terra, in gran parte occupata dal Marocco, mentre una rilevante porzione della popolazione vive da decenni nei campi profughi in Algeria.

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