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ZH: aggressione a ebreo ortodosso, giovane a processo a Dielsdorf

Keystone-SDA

Nel marzo 2024, un allora quindicenne aveva aggredito a coltellate e quasi ucciso un ebreo ortodosso a Zurigo. Per questa aggressione di matrice antisemita, il giovane dovrà rispondere oggi davanti al tribunale minorile di Dielsdorf (ZH).

(Keystone-ATS) Secondo l’atto d’accusa del pubblico ministero minorile, che accusa lo svizzero di origine tunisine di tentato assassinio plurimo, l’imputato ha tentato a più riprese di uccidere intenzionalmente una persona, agendo con particolare mancanza di scrupoli e con motivazioni, finalità e modalità particolarmente riprovevoli.

Altri capi d’accusa riguardano, tra le altre cose, il sostegno a un’organizzazione criminale e l’incitamento alla discriminazione e all’odio.

Il Ministero pubblico dei minori chiede una pena detentiva di un anno e richiede inoltre diverse misure di protezione quali assistenza personale, trattamento ambulatoriale e collocamento in istituto. Gli saranno riconosciuti i 31 giorni di detenzione già scontati e le misure di protezione in regime stazionario disposte.

Il diritto penale minorile prevede che, per i minorenni di età superiore ai 15 anni che commettono un delitto o un crimine, possa essere inflitta una pena detentiva da un giorno a un anno. Per i minori di età superiore ai 16 anni, la durata massima è di quattro anni.

Piani di vendetta mortali

L’imputato si sarebbe radicalizzato su forum online e avrebbe dichiarato la propria adesione allo “Stato Islamico”. Secondo l’accusa, voleva “vendicarsi degli ebrei per le loro presunte atrocità contro musulmani in tutto il mondo” e “uccidere con le proprie mani” persone di questa fede.

L’allora quindicenne si è quindi preparato per giorni e settimane al crimine. “Il suo intento era quello di uccidere il maggior numero possibile di ebrei”, si legge nell’atto d’accusa. Poiché la costruzione di un ordigno esplosivo gli risultava troppo complicata, la sera prima del fatto si è procurato un “coltello da bistecca seghettato”, che intendeva utilizzare per uccidere gli ebrei, viene aggiunto.

Annuncio del gesto

Il 2 marzo alle ore 00.16 il giovane ha annunciato pubblicamente su un social network il suo piano di uccidere ebrei, caricando l’immagine di una pagnotta tagliata in quattro parti, accompagnata dalla scritta in arabo “Presto, insh’Allah”.

Verso le 21.00 il giovane si è infine recato presso una sinagoga nella città di Zurigo. In tale occasione, secondo l’accusa, ha diffuso online un volantino e un videomessaggio in cui fomentava l’odio contro ebrei e cristiani, diffondeva la sua ideologia radicale dell’Isis e incitava alla violenza.

Ha poi avviato una diretta in streaming affinché, secondo l’accusa, “il mondo potesse seguire le sue azioni online”. Ha salito le scale che portavano all’ingresso riservato alle donne della sinagoga. Ma la porta d’entrata era chiusa. Irritato, si è rivolto al pubblico della diretta streaming: “Ah, che sfiga. Ne cercherò uno qualsiasi. Non importa chi vedo per strada”.

E così, poco dopo, ha incontrato quella che sarebbe diventata la sua vittima: un ebreo ortodosso che stava andando a piedi dalla sua famiglia. L’imputato lo ha aggredito alle spalle con il coltello in pugno colpendolo alla testa e al collo.

La vittima ha cercato di fuggire, ma il giovane ha continuato a pugnalarla, infliggendole un totale di 17 ferite da taglio e da punta su tutto il corpo, secondo l’accusa. I passanti sono infine riusciti a immobilizzare l’aggressore fino all’arrivo della polizia.

Reazioni di sgomento

L’aggressione dell’allora quindicenne aveva suscitato reazioni di sgomento in ambito politico. Il capo del dipartimento cantonale della sicurezza, Mario Fehr (senza partito), aveva chiesto la revoca della cittadinanza.

Il processo si tiene a Dielsdorf, poiché al momento del fatto il giovane risiedeva nell’Unterland zurighese. La sentenza dovrebbe essere pronunciata il 7 luglio.

Poiché l’imputato è un minore, il pubblico non è in linea di principio ammesso. I rappresentanti dei media accreditati sono autorizzati a presenziale all’interrogatorio e alla lettura della sentenza in merito alla dichiarazione di colpevolezza e alla pena.

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