Zelensky: ‘Fedorov? mai più sentito; pronti a compromessi’
"Fedorov? Non lo vedo da tempo ed è un po' che non si fa sentire da queste parti. Pare si trovi all'estero. Non ho dettagli: nessuna chiamata, nessun messaggio". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa e ad altri media internazionali, Volodymyr Zelensky.
(Keystone-ATS) “Vorrei innanzitutto – prosegue il presidente ucraino – ringraziare la parte americana per aver contribuito a sbloccare i negoziati tra ucraini e russi. Abbiamo avuto una notte difficile, con molti feriti e morti. Abbiamo parlato delle nostre necessità, soprattutto del pacchetto invernale e di quello per la difesa contro i missili balistici. La nostra aviazione ha lavorato molto bene, sono stati abbattuti alcuni missili balistici e più di tre dozzine di missili da crociera. In totale erano circa 180 obiettivi e ne è stato abbattuto il 90%, è passato un solo missile da crociera. È un buon risultato, ma non è sufficiente. Abbiamo bisogno di missili”.
“Stiamo preparando il programma Freyja – afferma ancora il presidente ucraino – e spero che gli Stati Uniti lo sostengano. Con gli europei porteremo avanti un negoziato che dovrà condurre a risultati giusti e duraturi, ma fino ad allora abbiamo bisogno dei pacchetti americani per la difesa antimissile. Conto di incontrare Trump intorno al 20 di questo mese e voglio sollevare anche questo tema. Spero che avremo un risultato. Sui colloqui ci stiamo muovendo verso un formato trilaterale, ma non posso rivelare i dettagli: abbiamo concordato con gli americani di lavorare prima internamente e poi comunicare pubblicamente”.
“Dalla fine del 2025 – continua – l’Ucraina si è rafforzata, mentre la Russia ha subito perdite pesanti ottenendo pochi risultati. Noi siamo pronti al compromesso, ma devono fare passi avanti entrambe le parti. Non può essere sempre l’Ucraina a cedere: abbiamo già fatto molti compromessi. La nostra posizione di fondo è chiara: l’Ucraina deve impedire alla Russia di ottenere ulteriori risorse per finanziare la guerra”.
“L’Europa deve essere al tavolo, non è soltanto una questione di aiuti, denaro o armi, è una questione di sicurezza reale” conclude Zelensky.