Zelensky, “Trump favorevole al rilascio delle licenze dei Patriot”
In una conferenza stampa dopo l'incontro con Donald Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che il presidente americano è "positivo" riguardo alla concessione di licenze per la produzione di missili Patriot.
(Keystone-ATS) “Abbiamo chiesto al presidente di aiutarci ad accelerare questo processo. È favorevole al rilascio delle licenze”, ha detto Zelensky citato dall'”Ukrainska Pravda”. Egli ha ricordato che la parte ucraina ha avviato negoziati con l’azienda produttrice del Patriot RTX (Raytheon) e ha ricevuto da quest’ultima un segnale di disponibilità a tale cooperazione. Secondo Zelensky, l’avvio della produzione dei sistemi Patriot in Ucraina potrebbe richiedere circa un anno e mezzo.
“Avvieremo questo progetto – ha detto Zelensky -. Non so se ci vorrà un anno o un anno e mezzo, ma è per il futuro. (…) Avremo bisogno di una nostra produzione di questi missili, anche quando produrremo il nostro sistema antimissile. Ma in ogni caso, contiamo sui Patriot”, ha affermato il presidente.
Nella conferenza stampa Zelensky ha poi dichiarato di essere pronto a incontrare il presidente russo Vladimir Putin e che il capo di gabinetto della Casa Bianca può contribuire a organizzare un incontro trilaterale, riporta ancora il giornale.
“La cosa più importante che il presidente (Trump, ndr) può fare, comprese le questioni che ho sollevato prima oggi – ha detto – è organizzare un incontro trilaterale in cui tutti gli argomenti delicati possano essere discussi dai leader dei paesi”.
Alla domanda se ciò significasse la disponibilità a incontrare Putin, Zelensky ha risposto: “Sì, sono pronto a incontrare Putin in qualsiasi momento. Penso che dovremmo tutti muoverci il più rapidamente possibile (per porre fine alla guerra, ndr)”.
Allo stesso tempo Zelensky ha criticato l’approccio secondo cui servono colloqui per porre fine alla guerra, ma non si fa nulla al riguardo. “Se si dice che dobbiamo porre fine alla guerra attraverso il dialogo, significa che dobbiamo incontrarci e parlare”, ha affermato Zelensky, aggiungendo che ciò deve avvenire nonostante “l’odio”.
In un’intervista al “Wall Street Journal”, rilasciata a margine dell’Assemblea generale dell’ONU, il leader ucraino ha poi spiegato che nell’incontro ha chiesto a Trump un pacchetto di equipaggiamenti militari per l’inverno, compresi i sistemi antimissile Patriot e altre tecnologie.
Ha anche dichiarato di credere che gli Stati Uniti cercheranno di raggiungere un accordo per fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche. Zelensky ha affermato di essere consapevole che l’energia rimane una priorità per Trump. “Penso che cercherà di negoziare un cessate il fuoco nel settore energetico”, ha osservato, prima di rimarcare di ritenere improbabile che il presidente russo Vladimir Putin reagisca senza nuove pressioni, come un inasprimento delle sanzioni. Il presidente ucraino ha affermato che, con le elezioni alle spalle, il leader russo sente poca pressione per modificare la sua strategia, pur con i limitati progressi sul campo di battaglia.
Zelensky, che oggi terrà il suo quarto discorso in presenza all’Assemblea generale dall’invasione russa del 2022, ha puntato il dito contro India, Turchia e soprattutto Cina per il loro sostegno a Mosca nella guerra.
Il presidente ucraino ha anche riferito su Facebook del suo incontro ocn il nuovo premier britannico: “ho discusso in dettaglio con il primo ministro del Regno Unito Andy Burnham tutto ciò che riguarda la sicurezza, la protezione del nostro popolo, le preparazioni per l’inverno e le opportunità diplomatiche disponibili. Grazie al Regno Unito per il suo continuo sostegno al nostro settore energetico. C’è una nuova contribuzione, e lo apprezziamo particolarmente mentre si avvicina l’inverno”.
“Nel frattempo siamo in costante comunicazione con i nostri partner riguardo alla ricerca di ulteriori mezzi per la nostra difesa aerea – aggiunge -. Ora ci sono informazioni di intelligence che Russia sta preparando un nuovo massiccio attacco contro l’Ucraina. Quando gli ucraini vivono sotto la minaccia di attacchi con missili e droni ogni giorno, non può esserci alcun dubbio sul rilancio delle sanzioni. Il primo ministro e io condividiamo una posizione comune su questa questione: finché la guerra continuerà, le sanzioni devono rimanere in atto e rafforzarsi”.
Intanto il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov avranno un incontro questa mattina a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, rende noto il Dipartimento di Stato.
Mentre Axios, citando alcune fonti, riferiva ieri sera che Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero incontrare i negoziatori dell’Ucraina e i consiglieri alla sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia e Germania per parlare delle proposte ucraine per un accordo di de-escalation con la Russia.