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Xi a Putin, alto livello di relazioni grazie a fedeltà

Keystone-SDA

"È grazie alla fedeltà incrollabile e al coraggio dimostrato in tempi difficili che la Cina e la Russia sono riuscite a raggiungere un livello così elevato nelle loro relazioni", ha detto il presidente cinese Xi Jinping nel discorso d'apertura del dialogo bilaterale.

(Keystone-ATS) In precedenza il presidente russo Vladimir Putin era stato accolto con il tappeto rosso davanti alla Grande sala del popolo di Pechino. La banda militare ha suonato gli inni di entrambi i paesi e uno schieramento di diversi bambini lo hanno celebrato con bandiere e russe e cinesi e fiori.

Xi ha elogiato il “rapporto indissolubile” tra Cina e Russia: “siamo stati in grado di approfondire continuamente la nostra fiducia politica reciproca e il coordinamento strategico con una resilienza che rimane incrollabile nonostante le prove e le tribolazioni”, ha detto Xi a Putin, secondo l’agenzia di stampa Xinhua.

Da parte sua, riferisce l’agenzia russa Tass, durante il suo discorso di apertura dell’incontro Putin ha sostenuto che “le nostre relazioni oggi sono a livelli senza precedenti e costituiscono un esempio di partenariato e cooperazione strategica realmente globali”.

Il presidente russo ha definito di nuovo il leader comunista un caro amico e ha citato un proverbio cinese: “non ci vediamo da un giorno, eppure sembra siano passati tre autunni”. Putin ha invitato il suo omologo a recarsi in Russia il prossimo anno. “Naturalmente, caro amico, la invitiamo a recarsi in visita nella Federazione Russa”.

Rafforzare il coordinamento strategico globale

Xi, citato dal “South China Morning Post”, ha poi affermato che il mondo è ben lontano dall’essere pacifico, con l’unilateralismo e l’egemonia che rappresentano gravi minacce, portando l’ordine internazionale pericolosamente vicino a un ritorno alla lotta per il potere e al dominio in stile “legge della giungla”.

Il presidente cinese ha inoltre sostenuto che Cina e Russia devono assumersi con fermezza le responsabilità dei grandi paesi, sostenere l’autorità dell’ONU e la giustizia internazionale, aggiungendo che ciò include l’opposizione a qualsiasi mossa che neghi gli esiti della Seconda guerra mondiale o cerchi di riabilitare il fascismo e il militarismo.

Stando alla Xinhua, i due leader hanno firmato una dichiarazione congiunta volta a rafforzare ulteriormente il coordinamento strategico globale e ad approfondire i rapporti di buon vicinato e la cooperazione amichevole tra i due paesi.

Nella dichiarazione congiunta la Cina e la Russia lamentano le “tensioni negli affari internazionali alimentate dalle politiche aggressive di alcuni Stati che operano secondo una logica egemonica e neocoloniale”. “A tal fine, questi Stati ledono la sovranità altrui, ne ostacolano lo sviluppo economico, scientifico e tecnologico, creando così impedimenti all’emergere di un mondo multipolare”, si afferma nel documento.

Iran, Venezuela, Ucraina e Taiwan

Nella dichiarazione congiunta viene poi condannato l’attacco all’Iran e il sequestro del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Pechino e Mosca denunciano “attacchi militari traditori contro altri paesi, l’uso ipocrita dei negoziati come copertura per preparare tali attacchi, l’assassinio di leader di Stati sovrani, la destabilizzazione della situazione politica interna di questi Stati e la provocazione di un cambio di regime”.

Tali azioni, aggiungono le due parti, “violano gravemente i fini e i principi della Carta delle Nazioni Unite, le norme del diritto internazionale e delle relazioni internazionali, e causano danni irreparabili alle fondamenta dell’ordine mondiale formatosi dopo la Seconda Guerra Mondiale, nonché alle basi civili della comunicazione interstatale”.

Per quanto riguarda il Venezuela si stigmatizza “il rapimento sfacciato di leader nazionali per processarli”. Tutto questo, si sottolinea, provoca “danni irreparabili alle fondamenta dell’ordine mondiale”. In relazione all’Iran, Pechino e Mosca affermano che gli attacchi israelo-americani “minano gravemente la stabilità in Medio Oriente” e “sottolineano la necessità che le parti coinvolte nel conflitto riprendano al più presto il dialogo e i negoziati per prevenire l’espansione della zona di conflitto”.

Per quanto concerne l’Ucraina, “le parti sono convinte della necessità di affrontare completamente le cause profonde della crisi, basandosi sull’adesione ai principi della Carta delle Nazioni Unite nella loro interezza, completezza e interrelazione, al fine di garantire la sicurezza reciproca e porre le basi per una pace duratura”, si legge nel documento, citato dalle agenzie russe.

Mosca e Pechino inoltre “sostengono tutti gli sforzi che contribuiscono all’instaurazione di una pace duratura e sostenibile e promuovono la continua ricerca di una soluzione attraverso il dialogo e i negoziati”, si legge ancora nel documento.

Nella dichiarazione congiunta, si legge ancora, “la parte russa ribadisce il suo impegno per il principio di ‘Una Cina’, riconosce che esiste una sola Cina al mondo, che Taiwan ne è parte inalienabile e che il governo della Repubblica popolare cinese è l’unico governo legittimo che rappresenta tutta la Cina”.

Mosca, si sottolinea nel documento, “osserva inoltre che l’interferenza nella politica interna cinese mina la pace e la sicurezza nello Stretto di Taiwan”. Pertanto la Russia “sostiene fermamente le azioni del governo cinese volte a proteggere la sua sovranità e integrità territoriale, nonché a raggiungere l’unificazione nazionale”.

I due paesi ritengono inoltre una “minaccia alla stabilità strategica” il progetto americano del Golden Dome, il sistema di difesa missilistica globale, che comprende anche l’intercettazione di vettori nello Spazio. “Tali piani negano completamente il principio chiave del mantenimento della stabilità strategica, che richiede l’inscindibile interconnessione tra armi strategiche offensive e difensive”, si legge in una dichiarazione congiunta. Il progetto “accresce significativamente il rischio di conflitti nello Spazio.”

Accordi di cooperazione bilaterale

Secondo quanto riporta il “South China Morning Post” sono stati firmati pure accordi in materia di cooperazione commerciale e tecnologica, energia, innovazione, cooperazione nel settore dei media e dell’informazione e cooperazione in materia di protezione della proprietà intellettuale. Il numero totale di accordi sarebbe 20, non tutti firmati in sala.

Sempre stando al giornale, Xi ha sottolineato l’aumento di quasi il 20% degli scambi commerciali bilaterali con la Russia nei primi quattro mesi del 2026, definendolo un “risultato conquistato a fatica”. Il presidente cinese ha inoltre osservato che negli ultimi tre anni gli scambi commerciali bilaterali hanno superato i 200 miliardi di dollari, aggiungendo che l’energia e la connettività sono la “pietra” della cooperazione bilaterale. Egli ha invitato a intensificare la cooperazione nell’ambito dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dai media russi, ha affermato da parte sua che i due paesi hanno raggiunto “un’intesa generale sui principali parametri” del progetto per il gasdotto Power of Siberia 2, facendo capire che un accordo preciso non è stato ancora firmato.

Secondo Peskov, Cina e Russia hanno concordato “il tracciato e le modalità di costruzione” del gasdotto, ma al momento non si ha una chiara idea delle tempistiche per la realizzazione di questo progetto.

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