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WEF: i VIP presenti richiedono elevati standard di sicurezza

Keystone-SDA

Oltre alla partecipazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, quest'anno al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) è stato annunciato un numero record di personalità di spicco. Ciò avrà ripercussioni sulla sicurezza.

(Keystone-ATS) La partecipazione di Trump ha suscitato un enorme interesse tra gli iscritti al Forum, ha dichiarato oggi ai media a Davos il responsabile generale delle operazioni Walter Schlegel. Mai prima d’ora così tanti VIP con obbligo di protezione parteciperanno al WEF.

Secondo Schlegel, sono in totale 123 le persone con status di protezione che si recheranno a Davos la prossima settimana. 400 ospiti, tra cui 64 capi di Stato, godono di protezione ai sensi del diritto internazionale e richiedono misure adeguate.

La presenza di Trump potrebbe anche dare adito a ulteriori manifestazioni in tutta la Svizzera. A Berna è stata annunciata per domani una protesta non autorizzata dal titolo “Smash WEF”, seguita lunedì da un’altra a Zurigo. Nei Grigioni è in programma una marcia di protesta per la giustizia climatica, che si concluderà domenica a Davos con una manifestazione autorizzata della Gioventù Socialista Svizzera. Inoltre, secondo Schlegel, sono previste “molte altre manifestazioni minori” nella zona di Davos, il che comporterà un notevole aumento dei costi.

Aumento del rischio di terrorismo

“Viviamo in tempi turbolenti”, ha continuato Schlegel. La situazione geopolitica tesa ha ripercussioni anche sulla sicurezza. Il rischio di terrorismo è aumentato, così come i rischi di attacchi informatici e spionaggio. I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno aggravato anche il contesto di sicurezza della Svizzera. La situazione viene costantemente rivalutata. Nulla ostacola però lo svolgimento sicuro del WEF.

Dopo il recente attacco terroristico a una festa ebraica in Australia, le forze di sicurezza si sono concentrate maggiormente sui singoli individui e sui piccoli gruppi che potrebbero compiere attentati con mezzi semplici, ha affermato recentemente Walter Schlegel in un’intervista al quotidiano “Südostschweiz”. Oltre alla polizia cantonale, sono coinvolti anche il Servizio delle attività informative (SIC) della Confederazione e il Servizio federale di sicurezza.

Anche i droni rappresentano un potenziale pericolo. Da circa dieci anni al WEF vengono utilizzati sistemi di difesa contro i piccoli velivoli telecomandati che vengono costantemente aggiornati.

9 milioni per la sicurezza

Per le misure di sicurezza è previsto un tetto massimo di 9 milioni di franchi. Secondo il responsabile delle operazione, tale limite dovrebbe essere rispettato, a meno che non si verifichino eventi imprevisti. Tuttavia, la protezione di Trump potrebbe comportare costi aggiuntivi, anche se la delegazione statunitense si occuperà con i propri veicoli ed elicotteri della sicurezza. Durante l’ultimo WEF i costi sono stati di poco inferiori ai 9 milioni di franchi, mentre nel 2024 ammontavano a 7,71 milioni.

Il finanziamento è coperto per il 50% dal WEF, per il 25% dalla Confederazione, per il 21,7% dal Canton Grigioni e per il 3,3% dal Comune di Davos. In caso di superamento del tetto massimo, la Confederazione contribuirà con un importo aggiuntivo.

Il dispositivo di sicurezza comprende tutte le forze dell’ordine della Svizzera, delle città più grandi e del Principato del Liechtenstein. L’Esercito sostiene la polizia con un contingente fino a 5000 membri. Essi garantiscono la sicurezza dello spazio aereo, effettuano voli di sorveglianza, trasportano persone protette e forniscono supporto nelle operazioni di terra e cyber. L’operazione durerà al più tardi fino al 29 gennaio. Durante il Forum economico mondiale lo spazio aereo sopra Davos sarà soggetto a limitazioni.

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