VS: vigna di Farinet lavorata da Martin Pfister e sindaco Blatten
Il consigliere federale Martin Pfister ha potato oggi la vigna di Farinet a Saillon (VS). Un gesto simbolico compiuto insieme al sindaco del comune di Blatten, Matthias Bellwald, esattamente dieci mesi dopo la frana che ha distrutto il villaggio della Lötschental.
(Keystone-ATS) Dopo aver sofferto il caldo dell’estate scorsa, i tre ceppi del più piccolo vigneto del mondo sono stati sostituiti alla fine del 2025. Oggi, nel tardo pomeriggio, Pfister ha potato le tre giovani piante ancora fragili, assistito dalla viticoltrice Caroline Tramaux Rossier.
Bellwald ha invece innaffiato la vigna con acqua della Lonza, prelevata sul territorio di Blatten. La cerimonia mirava infatti a “non dimenticare” il villaggio e a offrire un sostegno “simbolico”, considerando che quest’anno il ricavato della vendita delle bottiglie sarà donato al comune della Lötschental.
Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Mathias Reynard. Rivolgendosi a Pfister, lo ha invitato a ricordare, “nei momenti di turbolenza politica”, lo spirito “libero e determinato” di Farinet.
Come da tradizione, ogni anno personalità del mondo artistico, politico e sportivo si recano sulle alture di Saillon per lavorare la vigna, su invito degli Amici di Farinet. L’anno scorso vi hanno partecipato lo sciatore Loïc Meillard e l’ex consigliere federale Alain Berset, oggi segretario generale del Consiglio d’Europa.
Tra le circa 300 personalità che hanno potato i ceppi o vendemmiato figurano anche il Dalai Lama – proprietario del vigneto -, l’attore Roger Moore, l’avventuriero Mike Horn e i calciatori Michel Platini e Zinedine Zidane.
Il luogo porta il nome del falsario Joseph-Samuel Farinet, nato nel 1845 in Val d’Aosta e ucciso nel 1880 in Vallese e trasformato nel 1932 in personaggio romantico dallo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz. Il vigneto è considerato il più piccolo del mondo, con una superficie di appena 1,618 metri quadrati. Il primo proprietario fu l’attore Jean-Louis Barrault, che interpretò Farinet al cinema. In seguito passò all’Abbé Pierre, che nel 1999 la donò al Dalai Lama.