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VS: Blatten grande solidarietà, aiuti rapidi e insegnamenti

Keystone-SDA

La violenta frana che il 28 maggio 2025 ha seppellito il villaggio di Blatten (VS) ha dimostrato in modo impressionante come la solidarietà sia fondamentale nei momenti difficili.

(Keystone-ATS) La catastrofe ci esorta all’umiltà di fronte alle forze della natura. Ci ricorda che, in caso di pericoli naturali, è possibile salvare vite umane grazie alla buona collaborazione tra comunità scientifica, autorità e popolazione.

Attraverso una webcam, Guillaume Favre-Bulle – all’epoca capo della Sezione rischi geologici del Servizio cantonale vallesano per i pericoli naturali – ha assistito alla frana di un anno fa. Guardando indietro, parla di “un vero shock”. Molto rapidamente ci si è dovuti concentrare sulla gestione dell’emergenza e sul rischio di un possibile crollo della diga, ha dichiarato a Keystone-ATS.

La prevenzione ha funzionato

La frana ha dimostrato quanto siano importanti le conoscenze scientifiche, il monitoraggio e la collaborazione tra esperti e autorità. Grazie a una buona lungimiranza e a un coordinamento efficiente è stato possibile salvare vite, ha aggiunto l’attuale geologo cantonale vallesano. Investimenti nella protezione dalle catastrofi naturali rimarranno quindi fondamentali anche in futuro nella regione alpina.

Il crescente ed estremamente elevato pericolo di catastrofi naturali nelle zone montane è indiscutibile e i casi di gravi frane, soprattutto nel Vallese, si stanno moltiplicano negli ultimi anni. Dopo la frana di Blatten le autorità vallesane intendono quindi investire ancora di più nella protezione dai pericoli.

Tutti i consiglieri di Stato vallesani, interpellati da Keystone-ATS, si sono detti soddisfatti della gestione della catastrofe anche a un anno di distanza: l’evacuazione tempestiva ha dimostrato che le misure di prevenzione funzionano e sono decisive, ha scritto ad esempio il consigliere di Stato dell’UDC Franz Ruppen.

I consiglieri di Stato del Centro Christophe Darbellay e del PLR Stéphane Ganzer sono “orgogliosi” di come il Vallese e la Svizzera si siano uniti a Blatten e all’intera Lötschental e abbiano gestito la catastrofe. Il Vallese ha dimostrato “il suo più grande punto di forza”: la coesione e la capacità di non lasciare nessuno solo di fronte a un simile destino, ha affermato Ganzer.

Rafforzare la sorveglianza

Darbellay ha sottolineato che i sistemi di sorveglianza e sicurezza hanno funzionato bene. L’evacuazione di Blatten, ordinata pochi giorni prima della frana, ha salvato la vita a centinaia di persone. Di fronte al cambiamento climatico, gli investimenti in soluzioni di protezione sostenibili sono indispensabili affinché la popolazione montana possa continuare a vivere nelle proprie regioni anche in futuro.

Il consigliere di Stato del PS Mathias Reynard ha parlato di una grande responsabilità nei confronti della popolazione e delle generazioni future. “Dobbiamo ascoltare la scienza e agire rapidamente di fronte al cambiamento climatico”.

Anche la consigliera di Stato del Centro Franziska Biner e il suo collega Ganzer hanno affermato che per la protezione delle persone è importante guardare avanti incessantemente, monitorare, avvertire e coordinare. Ruppen ha sottolineato che il ripristino delle vie di accesso a Blatten è un segno forte e concreto di speranza che la vita nella Lötschental ha un futuro.

Buona valutazione

Un buon voto alle autorità vallesane nel caso di Blatten è stato attribuito anche da Thomas Egger, direttore del Gruppo svizzero per le regioni di montagna. La comunicazione da parte del Comune e delle autorità cantonali è stata esemplare.

“Le voci critiche che, all’indomani di eventi come quello di Blatten, hanno chiesto l’abbandono delle valli di montagna non sono invece appropriate né rappresentative”, ha dichiarato Egger interpellato al riguardo. I tentativi di risparmio sulla prevenzione dei pericoli naturali, come quelli ipotizzati nel pacchetto di sgravio 27, sono del tutto fuori luogo, come ha dimostrato il caso di Blatten. Al contrario la gestione dei rischi in tale ambito deve essere potenziata.

Questa richiesta è sostenuta anche dal presidente del PVL Jürg Grossen: “Un insegnamento centrale è che dobbiamo osservare costantemente e prendere sul serio i pericoli naturali”. L’evacuazione ha dimostrato che buoni sistemi di allerta precoce salvano vite umane. Bisogna continuare a investire in essi.

Importanza della solidarietà vissuta

Interpellata su una lezione da trarre dalla catastrofe, la ministra delle finanze e all’epoca dell’evento presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter spiega oggi che non è possibile, e nemmeno necessario, regolamentare tutto. Sebbene a livello federale mancasse una base legale per un aiuto rapido, si è comunque riusciti a mettere a disposizione fondi in modo rapido e non burocratico.

Il Consiglio federale ha immediatamente sottoposto al Parlamento una legge urgente per poter assegnare 5 milioni di franchi al Comune. Il credito è stato sbloccato già tre settimane dopo la catastrofe, ha sottolineato Keller-Sutter. Ciò dimostra che la Svizzera è una comunità legata da un destino comune e dalla solidarietà

Nella memoria resterà quindi impressa questa enorme solidarietà e disponibilità a livello nazionale a donare a favore della popolazione colpita. I consiglieri di Stato del Vallese si dicono ancora oggi grati e commossi.

Per Egger, le numerose manifestazioni di solidarietà da parte della popolazione e della politica dimostrano che la coesione nel Paese funziona. Anche la direttrice della Catena della Solidarietà Miren Bengoa e il responsabile di Aiuto in caso di catastrofe Svizzera, Silvano Allenbach, sottolineano il grande sostegno della popolazione. Le numerose donazioni hanno aiutato le persone colpite e hanno dimostrato loro che non sono sole. Allo stesso tempo, tali eventi naturali hanno reso evidente quanto possano essere vulnerabili interi ambienti naturali e quanto siano importanti, oltre ad aiuti rapidi, anche investimenti a lungo termine nella protezione e nella sicurezza.

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