Voto 27 settembre: si profilano due no a iniziative
L'iniziativa sulla neutralità e quella sull'alimentazione vanno verso una bocciatura alle urne il prossimo 27 settembre. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto Leewas per conto di Tamedia e 20 Minuten pubblicato oggi.
(Keystone-ATS) Lo stesso trend era stato evidenziato ieri da un’indagine confezionata dall’istituto YouGov. Secondo i dati odierni, il rifiuto che si profila per i due testi in votazione federale appare ancora più marcato.
Stando al sondaggio Leewas, l’iniziativa sulla neutralità, promossa dall’UDC, ottiene il 36% di sì, contro il 62% di avvisi negativi. Nel dettaglio, il 30% è chiaramente a favore e il 6% piuttosto, mentre il 57% è sicuro di votare no e il 5% è orientato in questa direzione. Un 2% rimane indeciso.
Rispetto alla prima indagine, risalente al mese di giugno, l’opposizione si è rafforzata. Il campo del no è infatti passato dal 54% al 62%, quello del sì ha invece guadagnato solo due punti (dal 34% al 36%).
La spaccatura politica è evidente. L’iniziativa è sostenuta dall’82% degli elettori dell’UDC, ma è respinta in modo schiacciante dai sostenitori di tutti gli altri partiti, nell’ordine PS e Verdi liberali (91%), Verdi (82%), Centro (79%) e PLR (72%).
A essere particolarmente contrari sono gli elettori di una certa età, con un alto livello di istruzione e con un reddito elevato. Il testo è leggermente più popolare nelle aree rurali e nella Svizzera italiana.
Per quanto riguarda le motivazioni, i favorevoli ritengono che sancire il principio della neutralità nella Costituzione la proteggerebbe da manovre politiche. Al contrario, gli scettici temono un significativo calo del margine di manovra della Svizzera e una perdita di considerazione internazionale a causa dell’abbandono delle sanzioni.
A cinque settimane e mezzo dall’appuntamento con le urne, il secondo oggetto in votazione, l’iniziativa sull’alimentazione, deve fare i conti con prospettive ancora peggiori. I sì si fermano al 31%, mentre i no raggiungono il 65%. Il 4% dell’elettorato non ha ancora scelto da che parte stare.
Il testo, che chiede in particolare di portare entro dieci anni il tasso di autosufficienza alimentare del Paese al 70%, è sostenuto in maggioranza solo nelle file dei Verdi (69%). La base del PS è divisa in parti uguali, il no invece domina fra chi vota PLR (83%), Centro (75%), UDC (74%) e PVL (66%).
Per quel che concerne le varie categorie, l’opposizione è più forte fra gli uomini (70%) che fra le donne (59%) ed è particolarmente netta fra i pensionati. Chi appoggia il testo lo fa soprattutto convinto dalla sicurezza alimentare in caso di crisi e dalla tutela delle risorse idriche sotterranee. Dal canto loro, i contrari pensano che l’obiettivo del 70% di autosufficienza porterà a un “menù imposto dallo Stato”, con una chiara riduzione dei prodotti di origine animale.
Il sondaggio Leewas è stato condotto online il 12 e 13 agosto su un campione di 13’154 persone. Il margine di errore statistico è di circa 1,5 punti percentuali.