Votazioni: ZH, alloggi, “no” a iniziative, “sì” a controprogetti
Le tre iniziative popolari concernenti la politica abitativa sottoposte oggi al voto nel canton Zurigo non hanno convinto l'elettorato che le ha respinte tutte. Dalle urne è invece uscito un "sì" ai relativi controprogetti.
(Keystone-ATS) Due iniziative erano state lanciate dalla sinistra e miravano a tutelare gli inquilini dalle disdette collettive (respinta con il 57,3%) e promuovere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili (bocciata con il 59,7%). Entrambi i testi erano affiancati da controprogetti che non prevedono interventi diretti, ma si limitano a migliorare le condizioni quadro per la costruzione di alloggi (approvato con il 57,8%) e a nuove norme per evitare le disdette collettive o a renderle socialmente più accettabili (accolto con il 54,3%).
Sul fronte opposto, l’Associazione dei proprietari fondiari (APF-HEV), sostenuta dalla sola UDC, ha lanciato l’iniziativa “per la proprietà di alloggi”. La proposta, nettamente bocciata dal 74,9% di coloro che si sono recati alle urne, chiedeva che nei progetti abitativi sovvenzionati dallo Stato metà degli appartamenti fossero destinata alla proprietà privata e metà all’affitto. Inoltre, gli alloggi in proprietà non avrebbero potuto essere affittati o rivenduti con profitto per 30 anni. Gran Consiglio e Consiglio di Stato hanno chiesto di respingere l’inserimento di una quota rigida e il limite temporale: gli alloggi a prezzi accessibili sarebbero infatti andati persi dopo 30 anni.
Ha completato il menù zurighese un’iniziativa democentrista intitolata “Stop allo shock dei premi malattia”, approvata un po’ a sorpresa dal 53,2%. Il testo chiede di adeguare ogni due anni all’andamento effettivo dei premi l’importo deducibile dalle imposte. Attualmente l’adeguamento delle detrazioni è fissato sulla base del rincaro generale. La proposta comporterà minori entrate per cantone e comuni di circa 60 milioni di franchi all’anno. Ultimo tema in votazione: una modifica costituzionale (approvata con il 64,1%) che regola le supplenze dei deputati in Gran Consiglio impossibilitati a garantire il mandato per malattia, incidente o maternità.
La partecipazione si è attestata per i tutti gli oggetti attorno al 56%.