Votazioni: GE, “sì” a contraccezione gratuita
Ginevra è il primo Cantone ad approvare il principio della gratuità universale della contraccezione. L'iniziativa socialista "Per una contraccezione gratuita" è stata approvata oggi dal 58,5% dei votanti. La partecipazione è stata del 44,2%.
(Keystone-ATS) Tutti i metodi la cui efficacia è riconosciuta saranno inclusi: la pillola, i dispositivi intrauterini (spirali), gli impianti, le iniezioni, i cerotti, gli anelli vaginali, la pillola del giorno dopo e anche i preservativi. I costi sono stimati in circa 20 milioni di franchi all’anno.
Durante la campagna, la sinistra e il Centro hanno sostenuto il testo in nome della parità di accesso alla salute sessuale e contraccettiva. PLR, MCG e UDC, insieme al Consiglio di Stato, lo hanno invece contestato perché, a loro avviso, non era sufficientemente mirato alle persone con redditi bassi.
La palla passa ora al Consiglio di Stato, che dovrà preparare una legge d’applicazione. Il titolare della sanità Pierre Maudet intende riunire ginecologi, farmacisti, associazioni e iniziativisti per discutere la portata del testo e le misure da adottare. La concretizzazione dell’iniziativa è attesa per il 2028.
Sempre oggi, i ginevrini hanno dato luce verde anche al credito di 39,5 milioni di franchi destinato a cofinanziare infrastrutture per la mobilità nella vicina Francia. Nelle urne, il “sì” ha raggiunto il 56,8%.
Il progetto approvato prevede la creazione di 1600 posti auto supplementari nei P+R francesi, corsie preferenziali per gli autobus e l’estensione della rete tranviaria. L’obiettivo è ridurre di 15’000 il numero di veicoli che ogni giorno percorrono le strade del Cantone. Ad eccezione del Mouvement Citoyen Genevois (MCG) e dell’UDC, che ha lasciato libertà di voto, tutti i partiti avevano invitato ad approvare il credito.
Al voto i ginevrini hanno invece respinto, con il 58,5% dei consensi, la proposta di ridurre di 2 milioni di franchi all’anno, a partire dal 2026, il finanziamento previsto dal contratto di prestazione 2025-2028 tra la Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale e il Cantone.
“No” anche – con il 63,5% – alla modifica legislativa che mirava facilitare l’acquisto dell’alloggio da parte degli inquilini. Contro la riforma l’Associazione degli inquilini aveva lanciato il referendum poiché temeva un aumento delle disdette.