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Verso un no a iniziativa dell’UDC, stallo su servizio civile

Keystone-SDA

Se gli Svizzeri avessero votato a fine maggio, avrebbero respinto l'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni!". Secondo due sondaggi pubblicati oggi, avrebbero detto no al 52% al testo dell'UDC. La riforma del servizio civile, invece, è ancora in bilico.

(Keystone-ATS) Per quanto riguarda l’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)” su cui i cittadini si esprimeranno il prossimo 14 giugno, si è formata una tendenza al no dopo il primo sondaggio, indica la SSR nella sua seconda indagine realizzata dall’istituto gfs.bern. Il tasso di contrari è passato dal 47% al 52%, mentre quello dei favorevoli è sceso dal 47% al 45%.

Il sondaggio dell’istituto LeeWas per 20 Minuten/Tamedia mostra la stessa evoluzione, con un no al 52% (contro il 46% nella precedente inchiesta) e un fronte del sì che cala dal 52% al 47%. La settimana scorsa, un sondaggio dell’istituto YouGov mostrava anch’esso una lieve tendenza al no, con il 51% di voti contrari all’iniziativa, a fronte del 43% di favorevoli.

UDC sola contro tutti

Con il suo testo, l’UDC desidera che la popolazione svizzera cresca più lentamente rispetto agli ultimi anni. Chiede un controllo rigoroso dell’immigrazione affinché la popolazione residente permanente nella Confederazione non superi i 10 milioni entro il 2050. Il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero intervenire non appena la popolazione superi i 9,5 milioni.

Non sorprende pertanto che i sostenitori dell’UDC facciano blocco dietro l’iniziativa (96% secondo il sondaggio SSR e 95% stando a quello di Tamedia), mentre PS (93% e 88%), Verdi (89% e 82%) e i Verdi liberali (84% e 81%) dicano chiaramente no. Anche per gli elettori di Centro (64% e 61%) il rifiuto è diventato più netto. I simpatizzanti liberali-radicali hanno a loro volta aderito al fronte del no (55% e 52%).

Mentre la Svizzera romanda si oppone più chiaramente al testo dell’UDC (61% a 56%), gli elettori germanofoni dicono no solo di stretta misura. Tra quelli italofoni prevale un testa a testa (48% di no secondo il sondaggio SSR, 50% per quello di Tamedia). Si osserva anche un divario tra città e campagna, con gli elettori urbani fortemente contrari all’iniziativa (55% e 60%) di fronte alle regioni rurali che accetterebbero testo (53% per entrambe le inchieste). Il rifiuto è anche più netto tra le donne (57% e 54%) che tra gli uomini (47% e 50%).

Mobilitazione importante

Secondo gfs.bern, si osserva un’evoluzione classica delle intenzioni di voto per un’iniziativa, con una crescita progressiva del no. “Al momento, nulla indica l’esistenza di una dinamica di protesta insolita a favore dell’iniziativa”, sottolinea l’istituto.

Le opinioni sono già ben formate e sarà soprattutto la mobilitazione a fare la differenza. A questo proposito, l’impatto dell’attacco con coltello a Winterthur (ZH) sulle intenzioni di voto non è noto, precisano i due istituti di sondaggio.

Parità sul servizio civile

Per quel che concerne la riforma del servizio civile, tutto è ancora possibile. Secondo il sondaggio 20 Minuten/Tamedia, i due fronti sono in perfetta parità al 48%. Quello della SSR dà un leggero vantaggio a quello del sì (48% contro 46%), ma il divario si assottiglia. Il precedente sondaggio pubblicato l’8 maggio prevedeva che la riforma sarebbe stata accettata al 52% e rifiutata al 40%. Si tratta di un caso “eccezionale” per un progetto delle autorità, secondo gfs.bern.

Una settimana fa, il sondaggio YouGov dava il no al 44%, contro il 40% per il sì. Ma l’alta percentuale di indecisi (16%) rendeva difficile qualsiasi previsione.

La sinistra e i Verdi liberali respingono il progetto, che mira a rendere più difficile il passaggio dall’esercito al servizio civile, mentre il fronte borghese lo sostiene. Da notare che l’approvazione cala tra le persone che dichiarano di avere fiducia nel Consiglio federale, mentre si mantiene tra chi è critico verso il Governo, una “costellazione atipica”, secondo gfs.bern.

Un no si delinea tra le donne, mentre gli uomini sostengono maggiormente il progetto. Le zone rurali accettano il testo, mentre le città lo respingono (con tuttavia una maggioranza relativa secondo il sondaggio SSR).

“Tutto è aperto”

Quanto alle regioni, la Svizzera tedesca e quella italofona restano le più inclini ad approvarlo, anche se la quota di sì si erode. La Romandia è più critica, con un piccolo no.

“L’esito (del voto) rimane aperto”, osserva gfs.bern. “Nel complesso, la bilancia continua a pendere verso il fronte del sì, ma la dinamica, invece, va verso il fronte contrario”.

Il sondaggio SSR è stato realizzato tra il 19 e il 27 maggio su 19’400 aventi diritto di voto. Il margine di errore è di +/- 2,8 punti percentuali. L’inchiesta 20 Minuten/Tamedia è stata invece condotta il 27 e 28 maggio su 14’818 persone. Il margine di errore è di +/- 1,1 punti percentuali..

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