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Venezuela: il bilancio delle vittime del terremoto sale a 1’430

Keystone-SDA

Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela sale a 1'430: lo annuncia il presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez.

(Keystone-ATS) Quest’ultimo che è anche il fratello della presidente ad interim del Paese Delcy Rodríguez, ha inoltre riferito di 3’238 feriti. Il precedente bilancio ufficiale era di 920 vittime. Le Nazioni Unite stimano che il numero dei dispersi sia di quasi 50’000.

Intanto, Delcy Rodríguez è stata accolta da fischi e insulti quando è apparsa in un’area colpita dai terremoti di mercoledì nel comune di Chacao, a est di Caracas, dove diversi edifici sono crollati.

Immagini e video pubblicati sui social media e rilanciati dalla testata “Reporte Ya” mostrano Rodriguez mentre una folla gridava “Fuori!”. Un residente ha affrontato direttamente il presidente e ha denunciato che diversi volontari erano stati allontanati dalle operazioni di soccorso.

L’episodio riflette la tensione in alcune aree colpite a causa della percepita lentezza della risposta ufficiale e della presenza di volontari che, secondo i testimoni, sono stati limitati nella loro partecipazione ai soccorsi.

Intanto, i voli cargo americani con gli aiuti per il Venezuela sono atterrati all’aeroporto Simon Bolivar che ha parzialmente riaperto. Lo ha riferito a un alto funzionario Usa.

“Sono davvero lieto di annunciare che questa mattina l’aeroporto Simón Bolívar è tornato operativo e sta accogliendo i nostri C-17”, ha dichiarato il funzionario in merito al principale scalo internazionale del Paese, che serve la capitale Caracas.

“Ora che l’aeroporto è aperto, sono in arrivo ospedali da campo mobili che, si spera, potranno atterrare proprio al Simón Bolívar”.

Dal canto suo, l’organizzazione per i diritti umani Foro Penal ha comunicato che non si registrano danni all’incolumità dei 373 prigionieri politici a seguito dei recenti terremoti in Venezuela. L’ente ha precisato che non vi sono feriti nei principali centri di detenzione, tra cui El Rodeo 1 e 2, Yare, Inof e Las Crisálidas. Nel carcere di Ramo Verde è stato segnalato il parziale crollo di un muro, ma senza conseguenze per le persone.

“L’organizzazione continua a monitorare la situazione e mantiene i propri difensori e il Centro di denuncia operativi per fornire supporto”, ha dichiarato Foro Penal, invitando i cittadini a informarsi tramite canali ufficiali per non intralciare i soccorsi.

Nonostante queste garanzie, le famiglie dei detenuti temono per la mancanza di comunicazioni dirette e per le precarie condizioni strutturali degli edifici. Per questo motivo, le organizzazioni umanitarie internazionali hanno chiesto di poter accedere alle carceri per verificare la sicurezza dei reclusi e garantire l’assistenza necessaria.

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