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Venezuela, familiari vittime contro l’avvio delle demolizioni

Keystone-SDA

Familiari delle vittime del terremoto in Venezuela hanno chiesto alle autorità di posticipare la demolizione degli edifici a rischio di crollo fino a che non verranno recuperati tutti i corpi delle persone decedute.

(Keystone-ATS) L’appello, segnala la testata El Nacional, arriva mentre funzionari delle Forze Armate, della Protezione Civile e di altre agenzie stanno lavorando per identificare gli edifici da demolire o dichiarare agibili in diverse aree dei sette stati colpiti dal terremoto.

“Non possiamo permettere che demoliscano questo edificio quando ci sono ancora così tanti familiari sepolti da recuperare, vivi o morti”, ha detto Michell Gutiérrez, 30 anni, che cerca ancora il corpo di suo padre per dargli una degna sepoltura.

Altri familiari si lamentano della lentezza dei soccorsi e affermano che gli aiuti governativi non sono ancora giunti a La Guayra denunciando il fatto che la polizia militarizzata non fornisce loro alcun supporto. “Ci sentiamo abbandonati ogni volta che un familiare va a cercare i suoi parenti con il rischio di nuovi crolli”, affermano.

Le autorità non forniscono dati aggiornati sulle persone di cui non si hanno notizie dal 25 giugno mentre un sito segnala ancora 30 mila persone di cui non si hanno notizie.

Nel frattempo, la maggior parte delle squadre di soccorso internazionali si sono ritirate dalle zone colpite e negli edifici distrutti, rimangono perlopiù volontari venezuelani, vigili del fuoco, personale della protezione civile nazionale e residenti locali, che continuano a rimuovere le macerie.

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