Vaud e Vallese: “désalpes” annullate per rischio contagio bovini
Nei cantoni di Vaud e Vallese la "désalpe", vale a dire il ritorno delle mucche al piano dopo la stagione in alpeggio, è spesso accompagnata da una grande festa. Tuttavia quest'anno diversi comuni hanno dovuto annullare le celebrazioni.
(Keystone-ATS) Il motivo? Un’epizoozia di dermatosi nodulare contagiosa (DNC).
La transumanza delle mandrie di fine estate accompagnata da campanacci, fiori, feste, costumi tradizionali e simboli è “innanzitutto il mantenimento di una tradizione riconosciuta anche dall’UNESCO”, spiega Michèle Philipp, coordinatrice della festa di l’Etivaz (VD), che dovrebbe tenersi regolarmente il 27 settembre, poiché fuori dalla zona di sorveglianza.
La vaccinazione contro questa epizoozia coinvolge 35 aziende agricole in oltre dieci comuni nel distretto di Nyon. A Saint-Cergue la 38esima edizione della più grande transumanza del cantone è stata in ogni caso posticipata al 2026 “con molte emozioni, perché sappiamo che importanza abbia la festa per amici, partner, volontari e visitatori”, dicono gli organizzatori.
A Sembrancher (VS) la festa è invece mantenuta, ma le mucche non sfileranno, a differenza di cani San Bernardo, pecore, montoni e cavalli. L’epizoozia aveva già provocato l’annullamento alcune manifestazioni organizzate nel basso Vallese dalla Federazione allevatori della razza di Hérens, tra cui il combattimento delle regine e il mercato-concorso dei tori. Ciononostante nel capoluogo del distretto di Entremont non si vuole rinunciare a “una vetrina per i turisti, un legame tra campagna e città e un’occasione per i produttori di formaggio di incrementare la loro cifra d’affari”.
Niente incroci tra mandrie
Discorso opposto a Crans-Montana (VS), dove si è valutato che “una transumanza senza mucche non avesse senso”. Dove le diverse mandrie non si incroceranno, come in diverse località della Val d’Anniviers e a Corbyre (VS), la festa è mantenuta.
Visto che finora non sono stati segnalati casi di malattia, le transumanze più distanti dai confini della Francia, dove sono già stati rilevati 78 focolai e, finché la situazione sanitaria rimane stabile, le feste più lontane dai confini nazionali sono confermate. Questo è per esempio il caso di Charmey (FR).