Vance a Budapest da Orban, bilaterale e comizio
JD Vance è atterrato all'aeroporto di Ferihegy di Budapest insieme alla moglie Usha per una missione ufficiale a pochi giorni dalle elezioni ungheresi del 12 aprile.
(Keystone-ATS) Il vicepresidente americano è atteso al Karmelita, la residenza del premier Viktor Orban, per un incontro bilaterale. Alle 13:20 seguirà una conferenza stampa congiunta, organizzata in occasione della Giornata dell’amicizia ungherese-americana.
Intorno alle 17 si aprirà il vero palcoscenico politico: Vance si presenterà al comizio all’Mtk Sportpark, nella parte orientale della capitale, per sostenere la volata finale al premier, in affanno nei sondaggi. Si tratta della prima visita ufficiale a Budapest di un vicepresidente statunitense in carica. In passato, Mike Pence aveva partecipato nel 2021 al vertice demografico, ma senza più incarichi di governo. Tra i presidenti americani, la capitale ungherese era stata visitata da George H. W. Bush nel 1989 e da George W. Bush nel 2006. Tra i vertici ungheresi non manca, tuttavia, una certa delusione per l’assenza di Donald Trump a pochi giorni dal voto.
Alla vigilia della partenza, Vance ha sottolineato il peso della missione in un breve video diffuso da Orban: “Non vediamo l’ora di questo viaggio e di incontrare il nostro buon amico Viktor. Parleremo delle relazioni tra Stati Uniti e Ungheria, ma anche di Europa, Ucraina e delle principali questioni internazionali”.
Appena scesi dalla scaletta dell’aereo, Vance e la moglie Usha sono stati accolti dal ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, che ha offerto loro un mazzo di fiori. Vance ha quindi stretto la mano all’incaricata d’affari statunitense a Budapest, Caroline Savage, prima che la delegazione lasciasse l’aeroporto.
Si tratta di “una visita storica”, ha scritto su X il portavoce di Viktor Orban, Zoltan Kovacs, dando il suo benvenuto al vicepresidente americano e alla moglie, arrivati “per esprimere il loro sostegno a Orban”.
Il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar, in occasione della visita di JD Vance aveva lanciato un messaggio diretto proprio a JD Vance: “Chiedo rispettosamente a JD Vance che, se intende sostenere Viktor Orban, il popolo ungherese non ne paghi il prezzo”, afferma Magyar in un video diffuso sui social.
“Esorto con forza gli attori politici internazionali, dall’Ucraina alla Serbia, dalla Russia agli Stati Uniti, a non interferire nelle elezioni ungheresi. Non siamo un banco di prova, né un palcoscenico per giochi geopolitici. Questa è la nostra patria e il suo destino sarà deciso dai cittadini ungheresi”, evidenzia il leader di Tisza a sei giorni dalle elezioni del 12 aprile.