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Valérie Dittli lascia il Centro e fonda il suo partito

Keystone-SDA

La consigliera di Stato vodese Valérie Dittli ha annunciato oggi al quotidiano Le Temps la decisione di lasciare il Centro e fondare un nuovo partito, il Mouvement libéral (letteralmente Movimento liberale).

(Keystone-ATS) Con questa nuova formazione Dittli, al centro di numerose polemiche, intende andare a caccia di un secondo mandato nell’esecutivo cantonale.

L’attuale responsabile del Dipartimento dell’agricoltura e del digitale ha preso questa decisione a sei mesi dalle elezioni cantonali e pochi giorni dopo aver perso il sostegno del comitato di presidenza e del comitato cantonale del suo partito.

“Ritiro la mia disponibilità nei confronti del partito. Quello che abbiamo vissuto nelle ultime settimane era diventato troppo difficile. Non ci sono parole per descriverlo. Non avevo altra scelta, era diventata una necessità. Non vi rendete conto di quanto abbiamo cercato di dialogare e di trovare soluzioni”, ha spiegato al giornale.

Per giustificare questa brusca rottura, nonostante fino a poco tempo fa ribadisse che il Centro fosse la sua “famiglia politica”, Valérie Dittli ha fatto riferimento all’organizzazione dell’assemblea del 2 settembre. E più precisamente alla scelta di sottoporre al voto dell’assemblea dei delegati, anziché dell’insieme dei membri, l’approvazione o meno della sua candidatura al Consiglio di Stato.

Il presidente della sezione vodese, Giancarlo Sergi, ha precisato che tale procedura era conforme allo statuto del partito. Diversi sostenitori di Valérie Dittli, e lei stessa, hanno tuttavia criticato questa decisione, ritenendo che la mettesse in una posizione di svantaggio.

Lo stesso Sergi ha preso atto della partenza di Dittli, dichiarando a Keystone-ATS di non essere sorpreso della sua decisione. “Non siamo preoccupati. È meglio così. Ora dobbiamo riscrivere la nostra storia e andare avanti”, ha aggiunto.

Un conto bancario è il nuovo caso

Intanto proprio oggi è emerso un terzo dossier spinoso, oltre a quello dell’annullamento richiesto dell’imposta di contribuenti facoltosi soggetti allo scudo fiscale e a quello delle tasse nel settore agricolo. Si tratta di un conto bancario, a nome della sezione di Lavaux-Oron del suo ormai ex partito, che la “ministra” aveva tentato di chiudere e trasferire i 22’000 franchi, secondo quanto sostiene la sezione stessa. Dittli ha respinto ogni accusa.

La presidente della sezione Faustine Tsala ha spiegato a Keystone-ATS che “avevamo un problema di accesso a questo conto aperto nel 2025 e lunedì scorso l’ho segnalato alla banca. Abbiamo intrapreso misure urgenti per impedire la chiusura del conto, bloccare il denaro in esso depositato e revocare i diritti su tale conto alla signora Dittli, che era titolare di una procura individuale”.

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