La televisione svizzera per l’Italia

USS richiede aumento salari generalizzato del 2,5% per il 2027

Keystone-SDA

Un aumento di stipendio generalizzato del 2,5%, alla luce della debole evoluzione dei salari nell'ultimo decennio, di una migliore congiuntura e per contrastare il caro vita. È la richiesta per il 2027 espressa oggi dall'Unione sindacale svizzera (USS).

(Keystone-ATS) In tale contesto anche la situazione dei lavoratori dovrebbe migliorare, sostiene l’USS, secondo cui stipendi più alti servirebbero pure per difendere il potere d’acquisto. “Una fetta sempre maggiore della popolazione ha difficoltà a risparmiare, la conseguenza è una diminuzione della fiducia nel sistema democratico. L’aumento degli stipendi è dunque un bisogno della società”, ha spiegato in conferenza stampa il presidente dell’USS, Pierre-Yves Maillard. La principale causa dell’erosione del potere d’acquisto è stata individuata da Maillard nei “premi di cassa malati, una sorta di ‘oggetto fiscale non identificato’ che aumenta di anno in anno senza che la politica intervenga per contrastare la situazione”.

Maillard ha pure riscontrato delusione nei confronti del partenariato sociale, responsabile di definire contratti collettivi e quote del secondo pilastro.

Divario tra produttività e salari

Da anni gli stipendi reali inseguono la produttività. Se questa fosse riflessa nello stipendio mediano, esso sarebbe superiore di 500 franchi al mese, ovvero 7’731 franchi al mese contro gli attuali 7’235.

Come ha infatti spiegato David Gallusser, segretario centrale ed economista dell’USS, dal 2016 in avanti la produttività è cresciuta in Svizzera mediamente dell’1% all’anno, grazie in particolare ai buoni risultati di settori come la farmaceutica, l’edilizia, l’industria metalmeccanica ed elettrica (MEM) e le banche, così come di servizi quali i supermercati, gli alberghi e ristoranti e i trasporti. “Ciò significa che il denaro per migliorare gli stipendi c’è”, ha dichiarato.

Eppure quest’anno gli stipendi sono aumentati dello 0,5% rispetto al 2025 (al netto dei rincari), avvenendo spesso tramite distribuzione individuale. “I dirigenti possono dunque decidere personalmente chi riceverà un aumento e chi no”, ha spiegato Gallusser.

In alcuni di questi settori gli aumenti salariali non sono sufficienti nemmeno per pareggiare i rincari. Un ulteriore problema rilevato da Gallusser è il fatto che il 15% degli impiegati guadagni un massimo di 4’500 franchi. Secondo lui chi ha concluso un apprendistato dovrebbe trovare almeno 5’000 franchi nella busta paga.

Per cui questo riconoscimento di un diploma, oltre allo 0,6% necessario per pareggiare i rincari, lo 0,3% causato dall’aumento dei premi di cassa malati e l’1% di contributo per l’aumento della produttività, porta alla richiesta di stipendi maggiorati del 2,5% in modo generalizzato.

Stipendi bassi, donne più toccate

La presidente di Unia e vicepresidente dell’USS, Vania Alleva, ha sottolineato come il problema degli stipendi bassi – ossia inferiori ai 4’683 franchi mensili – sia particolarmente frequente in quei settori tipicamente scelti dalle donne, come la vendita al dettaglio, le pulizie e servizi alla persona: saloni di parrucchieri, estetica e lavanderie. “Un posto su dieci è a salario basso, nei tre settori di cui sopra diventano rispettivamente un quarto del totale, un terzo e addirittura la metà”, ha commentato.

Alleva ha quindi aggiunto che complessivamente un lavoratore che ha concluso un apprendistato su tre ottiene un compenso inferiore a questa soglia. Tra le donne questa parte sale a quattro su dieci.

La situazione dei trasporti pubblici

Un’attenzione particolare è stata infine dedicata al settore dei trasporti pubblici, per voce del presidente del Sindacato del personale dei trasporti (SEV) Matthias Hartwich. In questa branca economica, ha spiegato, le rivendicazioni avvengono all’interno dei rispettivi organi dei membri nelle aziende interessate. Le richieste sono dunque diversificate da ditta a ditta, ma sono comprese tra il 2 e il 3%.

Tra i fattori considerati Hartwich ha citato “l’aumento delle tariffe al prossimo cambio di piano orario stimato al 3,6%, un miglioramento dell’efficienza, soprattutto nel trasporto regionale delle persone, del 5,3% e all’utilizzo sempre più frequente dei mezzi pubblici, su binario e su gomma, in seguito alla pandemia, con la conseguenza di un numero accresciuto di clienti ‘problematici’ da dover gestire per il personale”.

Anche le “organizzazioni sorelle” Sindacato svizzero dei servizi pubblici (VPOD), attivo con le aziende regionali, e Syndicom, relativo agli autopostali, dovrebbero richiedere aumenti dello stesso tenore, ha indicato Hartwich.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR